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BORGIALLO - «La nostra meta non è mai un luogo, ma piuttosto un nuovo modo di vedere le cose». Sono le parole dello scrittore Henry Miller. Le ha scelte sui social il fotografico castellamontese, Enzo Zucco, insieme ad un suo meraviglioso scatto per dire addio ad Andrea Biffi. Il 32enne canavesano ha perso la vita ieri, domenica 17 agosto 2025, mentre stava compiendo un’escursione in solitaria sulla Cresta Berhault, l’impegnativa traversata dal colle delle Traversette alla cima del Re di Pietra.

La notizia della sua tragica morte ha provocato un sentimento di forte cordoglio a Borgiallo, dove il giovane papà risiedeva, e in tutto il Canavese. Andrea Biffi, che aveva vissuto per un certo periodo anche in Sud Africa, era molto conosciuto e ben voluto. Era appassionato di sport e montagna. Era un esperto escursionista e un talentuoso runner. La sua pagina Facebook si è riempita in poche ore di messaggi di condoglianze e dei ricordi di amici e conoscenti: «Ciao Andrea, ora sei più in alto delle nostre amate vette da lassù le vedi tutte».

A giugno scorso, Andrea si era aggiudicato in Sud Africa il MUT: Mountain Ultra Trail by Umtb. Si tratta di una gara di 100 miglia con un dislivello di 8mila metri su un percorso estremamente tecnico. Una vera e propria impresa per il 32enne, che era tornato a gareggiare dopo un periodo molto delicato a livello personale e anche fisico, a causa della rottura del tendine d’Achille nel 2023. Poco prima dell’infortunio, il borgiallese aveva vinto con il record del percorso il trofeo Punta Quinzeina. Il suo amore per lo sport all’aria aperto lo aveva aiutato a rimettersi in gioco. Quest’estate Biffi si era superato. Alcune settimane fa aveva realizzato, primo in assoluto a riuscirci, la traversata non-stop dell’Alta Via Canavesana. Era partito da Pont Canavese e aveva completato l’intero percorso di 145 chilometri (con 12mila metri di dislivello positivo) in 31 ore e 12 minuti. Una prova di forza, determinazione e volontà da campionissimo. Qualità che gli avevano permesso sempre quest’estate, giovedì 10 luglio, di riuscire, per primo, a concatenare integralmente con una traversata unica tutto l'arco alpino della Valchiusella seguendo le creste. Un super obiettivo centrato in una Valle a lui molto cara (aveva abitato ad Alice) con un tempo di 17ore e 48 minuti per un percorso di 53.5 chilometri e 6200 metri di dislivello. (foto di copertina dell'articolo di Enzo Zucco)