BRANDIZZO - Questa mattina, a tre anni esatti dall'incidente ferroviario, a Brandizzo si è svolta la commemorazione dedicata al ricordo di Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Saverio Giuseppe Lombardo e Giuseppe Aversa, i cinque operai travolti e uccisi da un treno in transito mentre stavano lavorando sui binari della stazione. Il prossimo 30 settembre, al tribunale di Ivrea, inizierà finalmente il processo per fare luce sulle responsabilità dell'accaduto.
Numerosi sindaci, amministratori di Regione Piemonte e Città metropolitana di Torino, partiti, sindacati e associazioni hanno partecipato alla commemorazione. «Il nostro Comune si costituirà parte civile nel processo - ha detto la sindaca di Brandizzo, Monica Durante, che ha organizzato la cerimonia con l'associazione Sicurezza e Lavoro - quella notte ha ferito il senso di sicurezza di chi ogni giorno entra in un luogo di lavoro. Nessuna parola darà mai sollievo alle famiglie coinvolte ma Brandizzo non dimenticherà quello che è successo e sarà sempre al loro fianco per chiedere verità e giustizia». In piazza c'era anche «Il mondo che vorrei», l'associazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, ed Egle Possetti che guida il Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi.
«La politica qualcosa può e deve fare, ad esempio trovare le risorse affinché la procura di Ivrea assuma personale: abbiamo bisogno di un processo veloce che sia in grado di individuare le responsabilità di quello che è successo - ha detto Giuseppe Santomauro della Filt Cgil Piemonte - in questi tre anni Rfi non ha fatto nulla: non ha aggiornato nemmeno il documento di valutazione dei rischi. Questo significa che oggi i lavoratori e le lavoratrici che continuano a fare quel mestiere rischiano la vita esattamente come i cinque operai morti. C'è anche un accordo nazionale per la modifica degli orari dei lavoratori della manutenzione Rfi e l'azienda non lo rispetta perché non ha i soldi per assumere».
«Oggi mandiamo i rover su Marte e i droni a fare le guerre di precisione eppure non si è stati in grado di evitare una strage ferroviaria come quella di Brandizzo: è inaccettabile e non deve passare sotto traccia», ha sottolineato la presidente della Commissione parlamentare sulle condizioni di Lavoro in Italia della Camera dei Deputati, Chiara Gribaudo. «Non è mai colpa del singolo lavoratore, semmai è una questione di organizzazione del lavoro e non è possibile che nel 2023 le Ferrovie dello Stato non avessero dei sistemi adeguati al nostro tempo».
Tanta rabbia da parte dei famigliari delle vittime che chiedono giustizia. «Nonostante quello che è successo, appalti e subappalti continuano ad esserci in nome del dio denaro - ha detto la mamma di Giuseppe Aversa - quella notte hanno mandato cinque vite al macello e hanno spezzato altrettante famiglie». Massimo Laganà, papà di Kevin, la più giovane delle cinque vittime: «Chiedo giustizia per mio figlio e per i suoi colleghi anche se la vedo molto lontana - ha detto parlando del processo ormai alle porte - ho piena fiducia nei magistrati di Ivrea e non posso che ringraziare tutte le persone che continuano a starci vicine».
«La sicurezza sul lavoro deve essere una priorità concreta, soprattutto in un settore delicato come quello ferroviario, e non può tornare al centro dell’attenzione solamente dopo l’ennesimo incidente o l’ennesima morte - dice Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte - la Giunta Cirio ha annunciato che la Regione si sarebbe costituita parte civile nel procedimento sulla strage di Brandizzo. Una presa di posizione importante che oggi deve essere confermata con i fatti. Vigileremo affinché quell’impegno venga mantenuto. Oggi ho voluto essere a Brandizzo, alla cerimonia di commemorazione, per rendere omaggio a Kevin, Michael, Giuseppe, Giuseppe e Saverio e stringermi alle loro famiglie e a tutta la comunità».
«Ci saremo con le istituzioni e i sindacati che, come noi, si costituiranno parte civile - ha detto Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro in merito al processo - sarà un momento importante per fare chiarezza e capire che cosa è successo quella notte ma anche per fare in modo che si migliorino le procedure e possa cambiare finalmente qualcosa per quel che riguarda la sicurezza di chi lavora nelle ferrovie italiane».
Il Gruppo Ferrovie dello Stato era presente con una delegazione e ha posto una corona sul monumento che ricorda i cinque operai. «Nel giorno dell’anniversario della tragedia di Brandizzo, Rete Ferroviaria Italiana ricorda Giuseppe Aversa, Kevin Laganà, Giuseppe Saverio Lombardo, Giuseppe Sorvillo e Michael Zanera, vittime dell’incidente, e rinnova il proprio cordoglio e la propria vicinanza alle famiglie coinvolte. Rfi ribadisce il proprio impegno affinché il ricordo di quanto accaduto continui a mantenere alta e costante l’attenzione sul valore imprescindibile della sicurezza e sulla tutela delle persone. La sicurezza rappresenta per l’azienda una priorità assoluta e un valore non negoziabile, che deve guidare ogni attività e ogni scelta. Nel ricordo delle vittime, Rfi conferma la massima collaborazione con le autorità competenti e l’impegno quotidiano per rafforzare la cultura della sicurezza e contribuire a garantire condizioni di lavoro sempre più sicure per tutte le persone che operano sulla rete ferroviaria».












