BUROLO - Sulla vicenda dei bimbi chiassosi di Burolo, quelli della scuola materna statale «Don Carlo Glauda» e, a partire da luglio 2026, del Centro Estivo gestito dall’asilo privato «A piccoli passi», di cui vi avevamo dato conto nei giorni scorsi dopo lo «sfogo» del sindaco sui canali social, riceviamo e pubblichiamo una nota dello studio legale Durelli che sta seguendo il caso e che intende precisare su Qc la posizione della coppia di residenti che, nei giorni scorsi, ha inviato, sempre tramite legale, una diffida al sindaco del Comune di Burolo.
«Desidero precisare con assoluta fermezza che la ricostruzione dei fatti diffusa a mezzo stampa - fondata, a quanto pare, su dichiarazioni rese dal sindaco - offre una rappresentazione distorta della realtà e delle effettive richieste avanzate dai miei assistiti - precisa l'avvocato Santo Durelli - nella nota a mia firma indirizzata all'amministrazione comunale non è mai stata formulata alcuna richiesta volta a disporre la chiusura dell’area esterna del plesso scolastico, né a impedire ai bambini di svolgere le proprie legittime attività ludiche».
«A fronte di un quadro emissivo caratterizzato da urla, schiamazzi e impatti sonori continui che prendono avvio fin dalle prime ore del mattino per protrarsi pressoché ininterrottamente fino alle 18-18:30, i miei assistiti si sono limitati a sollecitare la doverosa adozione di idonee e ragionevoli misure di mitigazione acustica. In particolare, è stata formulata la richiesta di installare barriere fonoassorbenti ovvero di adottare opportune prescrizioni organizzative tali da contemperare il diritto al gioco dei bambini con la tutela della quiete e del riposo dei residenti, soprattutto nelle ore del pranzo e del primo pomeriggio».
«Tali valori assumono un rilievo ancora più primario per persone (come i miei assistiti) che, in considerazione dell'età avanzata, trascorrono nell'abitazione la quasi totalità del proprio tempo. Si tratta di istanze pienamente legittime e fondate sul piano normativo e giurisprudenziale: sul punto si segnala la pronuncia della Corte d’Appello di Milano (sent. n. 3231/2011) che, in un caso del tutto analogo relativo al disturbo arrecato dal cortile di un plesso scolastico, ha disposto la contrazione degli orari di utilizzo dello spazio esterno. Purtroppo, la narrazione distorta ha additato ingiustificatamente i miei assistiti alla pubblica riprovazione, ingenerando un clima di forte ostilità e conducendo a deplorevoli episodi di biasimo, offese e minacce personali, e vi è da auspicare che non sfocino in ulteriori azioni intolleranti».













