CUORGNE' - Nel corso dell’ultima riunione dell’Equipe 1, composta da 22 medici di famiglia del distretto di Cuorgnè, lo scorso 21 luglio, si è discusso dei possibili scenari autunnali sulla pandemia da Covid-19, e si sono ricordate le grosse difficoltà incontrate per ottenere tamponi per soggetti sintomatici sospetti seguiti a domicilio o comunque non inviati in ospedale. E’ un virus che produce una notevole varietà di disturbi ma che se vengono seguite strategie di cautela individuale (mascherine) e sociale (no assembramenti) insieme ad una efficace identificazione dei casi e dei contagi, può essere controllato. 

In autunno ci sarà la concomitanza di numerose malattie dell’apparato respiratorio o gastroenterico che spesso si manifestano in piccoli focolai familiari che precederanno e si sovrapporranno all’influenza stagionale. «Del futuro comportamento del CoviD-19 non sappiamo nulla di preciso ma un suo possibile ritorno epidemico autunnale, dipenderà ovviamente dalle occasioni di contagio e, pare, dalla carica infettante di questi contagi - spiegano i medici - è possibile che accanto a casi poco impegnativi possa verificarsi una nuova impennata di casi gravi con nuovi ricoveri per polmonite ed insufficienza respiratoria. In contemporanea partirà la campagna vaccinale antiinfluenzale. Si moltiplicheranno quindi le occasioni per visite e accessi ambulatoriali, domiciliari e presso le RSA. Dovendo evitare affollamenti nelle sale di attesa dei medici di famiglia, così come dei Pronto Soccorso, occorrerà pensare a nuove strategie, facendo tesoro ed autocritica della recente drammatica esperienza. Esiste in merito una diffusa preoccupazione». 

Al termine della riunione, nell’intento di evitare di trovarsi di nuovo impreparati ad affrontare una nuova ondata epidemica di CoviD, i medici hanno concordato le seguenti proposte per l’Asl To4: predisposizione di locali idonei e isolati presso il Poliambulatorio di Cuorgnè o gli ospedali di Cuorgnè o Castellamonte ove i medici di famiglia possano visitare i casi sospetti per CoviD ed eseguire contestualmente il tampone (o di persona o tramite infermiere); organizzare la vaccinazione antiinfluenzale per gli assistiti di ogni medico di famiglia presso una struttura pubblica e con ausilio infermieristico per ottenere il massimo possibile di copertura vaccinale. A questo fine si è agevolati dell’esperienza accumulata, dopo anni di sperimentazione, dalla Casa della Salute di Castellamonte. Sarebbe infatti legittimo che ogni medico ma soprattutto ogni assistito del Distretto potesse disporre di un servizio di convocazione e prenotazione che al momento è riservato ad un gruppo chiuso; discutere in sede distrettuale le possibilità di integrazione dei medici di famiglia con le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA), così come già avviene con la partecipazione dei medici di Continuità Assistenziale alle riunioni di Equipe, integrazione che vada oltre la semplice condivisione di dati sul portale regionale WEBCOVID; rendere disponibili i DPI necessari agli operatori, ricordando che gli ambulatori dei medici di famiglia sono considerati presidi periferici del servizio sanitario nazionale.

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