I Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego hanno effettuato diverse perquisizioni, il mese scorso, ad Agliè, Cuceglio e Montalenghe, dove hanno accertato operai sistematicamente sottoposti a condizioni di lavoro estreme.  Infatti, grazie all’installazione di macchine e attrezzature industriali utilizzate per cucire, sagomare e collaudare oggetti in tessuto e plastica, i due “padroni”, fratello e sorella di 28 e 26 anni, facevano produrre ai loro “sottoposti” migliaia di articoli destinati a successive lavorazioni o al mercato estero.

15 le ore di lavoro giornaliere, ad una temperatura polare viste le condizioni meteo di questo periodo ovvero “bollenti” nel periodo estivo, 5 euro la paga giornaliera (0,30 cent all’ora), senza giorno di riposo ed in stato di clandestinità vista l’irregolarità sul territorio dello Stato di molti lavoratori, essendo per loro scaduto il visto di ingresso per turismo. Qui, in sintesi la condotta dei due arrestati, che, come è stato accertato dai Finanzieri impiegavano una trentina di operai in condizioni di schiavitù, approfittando del loro stato di bisogno. Le retribuzioni, palesemente difforme dai contratti di lavoro, erano corrisposte in maniera sproporzionata rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato, violando anche tutte le norme relativa agli orari di lavoro, ai periodi di riposo ed alle ferie, queste ultime praticamente inesistenti.

Gli operai erano continuamente videosorvegliati, alloggiati in condizioni degradanti in bivacchi ricavati in spazi angusti all’interno del laboratorio dove erano presenti in gran numero animali nocivi. Solo luce artificiale e non naturale a causa dell’installazione di appositi pannelli che impedivano la visuale all’interno ed all’esterno dei locali. Questa la scena che si è presentata agli occhi dei finanzieri al momento delle perquisizioni. Per i due imprenditori, in procinto di far perdere le proprie tracce recandosi in Cina, si sono aperte le porte del carcere.

I Baschi Verdi hanno per diversi giorni ascoltato ciò che accadeva all’interno del deposito e nelle degradate abitazioni pertinenti ai luoghi di lavoro;  pedinato e filmato anche alcuni operai (questi ultimi i più fortunati in quanto altri dormivano nel magazzino aziendale) i quali, ottenuto il favore delle tenebre tornavano a casa (appartamento sotto-dimensionato rispetto il numero degli occupanti variabile tra 5 e 7) percorrendo a piedi i campi di grano di Agliè e Montalenghe, lontano dagli occhi di chi avrebbe potuto notarli, unico ristoro per i lavoratori i quali dormivano poche ore in previsione della medesima ed estenuante giornata lavorativa.

I due sono reclusi presso la Casa Circondariale “Lo Russo Cutugno di Torino” in attesa dell’interrogatorio di garanzia dal parte del GIP del Tribunale di Torino e per le valutazioni del magistrato inquirente della Procura della Repubblica di Torino. Nei provvedimenti emessi dal giudice è compreso anche il sequestro preventivo di Immobili, adibiti a dormitorio per i lavoratori clandestini, attrezzature, macchinari e laboratori clandestini dedicati ad area manifatturiera “non censiti alla Camera di Commercio, automezzi intestati all’azienda coinvolta, uno dei quali un Range Rover Sport, utilizzato per lo spostamento da un luogo all’altro anche dei dipendenti “irregolari”.

Ora i laboratori sono stati sigillati, non si viene più sfruttati per pochi euro, i Finanzieri hanno chiuso i battenti a questa azienda, la quale adesso, oltre all’Autorità Giudiziaria dovrà rendere conto all’Ispettorato del Lavoro, all’INPS, allo Spresal dell’ASL di Ivrea che commineranno le pesanti sanzioni amministrative per le irregolarità previdenziali e in materia di sicurezza sul lavoro.

Galleria fotografica

Articoli correlati