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CASELLE - Un fine settimana complicato ha messo a dura prova l’aeroporto di Caselle, già impegnato a gestire l’aumento di traffico tipico dei mesi invernali. Il dirottamento di quattro voli provenienti da Bergamo ha infatti innescato una serie di problemi operativi che hanno avuto ripercussioni su passeggeri e personale, con ritardi diffusi e un numero significativo di bagagli rimasti a terra. L’origine dei disagi risale a sabato sera, quando all’aeroporto di Orio al Serio si è verificato un guasto al sistema che consente gli atterraggi in condizioni di scarsa visibilità. L’impossibilità di utilizzare questa tecnologia ha costretto quattro aerei a cambiare destinazione e ad atterrare a Caselle, inserendosi in una programmazione già molto fitta.

I velivoli dirottati sono rimasti parcheggiati nelle piazzole torinesi fino al pomeriggio di domenica, poiché le compagnie aeree non disponevano di equipaggi pronti a ripartire. Questa permanenza prolungata ha occupato spazi operativi che sarebbero dovuti restare liberi, rallentando le operazioni e causando un effetto domino sulle partenze successive. Molti voli hanno accumulato ritardi intorno all’ora e mezza. A complicare ulteriormente la situazione si è aggiunta la gestione dei bagagli. Gli addetti al carico e scarico si sono trovati a lavorare su quattro voli supplementari, mentre uno dei nastri del sistema di smistamento si è guastato. Il tutto in un periodo in cui il numero di valigie è già superiore alla media, anche per la presenza di numerosi sciatori con attrezzature ingombranti. Alla fine della giornata, 1.550 bagagli non erano stati caricati sui rispettivi voli.

Le Segreterie Territoriali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo lanciano l'allarme. Secondo i sindacati il caos arrivi non sarebbe un incidente isolato, ma il risultato di una programmazione dei picchi del tutto inadeguata: «È inaccettabile che, a fronte di una disponibilità dichiarata dello scalo ad accogliere ulteriore traffico (anche in vista di Milano-Cortina), non corrisponda un adeguamento infrastrutturale degli organici, dei mezzi e delle procedure di sicurezza».

«A fronte di ricostruzioni aziendali parziali e distorte, denunciamo una realtà inaccettabile: i lavoratori operano in totale solitudine, privi di supporto agli imbarchi e sui piazzali. Chiederemo conto dei fatti nelle sedi opportune, richiamando il gestore e l’autorità civile a risponderne direttamente, secondo i compiti di vigilanza e coordinamento che competono loro. È attualmente in corso una procedura di sciopero unitaria nei confronti di Sagat Handling, ma la gravità della situazione impone un salto di qualità nella protesta. Il comune denominatore è la carenza strutturale di personale e l’incapacità di gestire i flussi», hanno concluso Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo.