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CASELLE - Luciana Cat Berro non ce l’ha fatta. La donna, 65 anni, è morta nella giornata di ieri, martedì 27 gennaio 2026, all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, dove era ricoverata in condizioni gravissime dopo essere stata colpita alla testa con una pistola sparachiodi dal figlio, Paolo Ferri, di 40 anni. L’aggressione è avvenuta nella notte tra sabato 24 e domenica 25 gennaio nella cascina di strada Torino, a Caselle, dove madre e figlio vivevano insieme.

L’arma utilizzata, una pistola sparachiodi solitamente impiegata per l’abbattimento degli animali, ha provocato lesioni craniche e cerebrali irreversibili. Nonostante i tentativi dei medici, le condizioni della donna sono peggiorate nelle ore successive al ricovero, fino al decesso.

E' stato il figlio a chiamare i carabinieri, confessando quanto aveva appena fatto. Ai militari ha ammesso di essere stato lui a sparare alla madre. Poco prima aveva anche inviato un messaggio audio a un conoscente, nel quale parlava della sua intenzione di uccidere la madre e la sorella, affermando di non riuscire più a sopportarle. Ferri è stato arrestato e trasferito nel carcere delle Vallette, a Torino. L’arresto è stato convalidato e, durante l’udienza, l’uomo ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

La procura di Torino dovrà quindi aggravare il capo d’accusa. Dopo la morte di Luciana Cat-Berro, infatti, il reato contestato diventerà omicidio volontario. Le indagini proseguono per chiarire il contesto familiare e le motivazioni che hanno portato al gesto.