CASELLE - «Capace di intendere e di volere, ma con una parziale incapacità dovuta al suo etilismo cronico». E' quanto ha stabilito la perizia psichiatrica, ordinata dal pm Fabiola D'Errico ed effettuata sull'agricoltore, Paolo Ferri, cha lo scorso gennaio ha ucciso la madre 65enne con una pistola sparachiodi.
E' stato un passaggio chiave e necessario per chiarire se dietro il delitto ci sia stata un’infermità mentale o una scelta lucida. Si terrà, quindi, il processo al 40enne rinviato a giudizio per omicidio. L'uomo si trova attualmente in carcere. L'udienza preliminare è fissata in tribunale a Torino il prossimo 8 ottobre 2026.
Fu proprio lui, quel terribile 24 gennaio, a chiamare il 112, denunciando di aver sparato alla madre. La donna morì dopo quattro giorni di agonia all'ospedale San Giovanni Bosco di Torino, dove era stata ricoverata in condizioni disperate. Secondo le indagini, Paolo Ferri avrebbe agito per odio e per interesse, in un conflitto cresciuto negli anni attorno all’eredità di famiglia. Dopo la morte del padre, nel 2017, l’equilibrio in casa si sarebbe spezzato facendo sprofondare nel degrado l'azienda familiare che il 40enne voleva gestire da solo.













