CASTELLAMONTE - Da venerdì scorso la dialisi di Castellamonte è chiusa per un guasto all'impianto. A quanto pare una contaminazione dei sistemi ha bloccato l'attività. I pazienti sono stati dirottati a Caluso, Ivrea e Ciriè. Ieri, domenica 30 agosto 2026, sono stati organizzati dei turni straordinari di dialisi per non intasare il servizio nella giornata odierna.
«Vogliamo dirlo chiaro: grazie agli infermieri e agli Oss che ci hanno messo una pezza e hanno garantito le dialisi nonostante tutto - dicono in merito Giuseppe Summa e Antonio De Feo del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche - quello che non capiamo è perché sabato e domenica non si è mosso nessuno per effettuare gli interventi tecnici eventualmente necessari. Oggi è lunedì e Castellamonte è ancora chiusa. Così non si può andare avanti. Parliamo di malati cronici che devono fare quattro ore di dialisi a giorni alterni, non si possono sballottare a 40 chilometri da casa senza dire quando riaprirà il loro centro».
Il Nursind ha chiesto stamattina alla direzione dell'Asl To4 di chiarire al più presto che cosa è successo e, soprattutto, quando è prevista la riapertura di Castellamonte. Da alcune voci pare che ci vorrà ancora una settimana per risolvere il problema.
Del caso se ne sta occupando anche Sarah Disabato, capogruppo regionale M5S Piemonte: «Da venerdì 28 agosto 2026 il centro dialisi di Castellamonte risulta chiuso per un guasto agli impianti. Di conseguenza, i pazienti in cura sono stati dirottati verso le strutture di Caluso, Ivrea e Ciriè. Una soluzione necessaria per garantire la continuità delle cure, ma che comporta spostamenti anche di decine di chilometri per persone che devono sottoporsi a dialisi tre volte alla settimana, con sedute di circa quattro ore».
«Ogni trasferimento si traduce in difficoltà di vario tipo per pazienti già fragili e non può trasformarsi in una situazione indefinita. Va riconosciuto l'impegno del personale sanitario, che sta garantendo la continuità delle cure anche attraverso turni straordinari, ma proprio per questo è indispensabile che l'Asl To4 e la Regione Piemonte facciano chiarezza sui tempi di ripristino del servizio, come richiesto anche dal sindacato Nursind. I pazienti e le loro famiglie meritano risposte immediate».











