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CHIVASSO - Quattro anni e sei mesi di reclusione: è la condanna pronunciata dal Tribunale di Torino nei confronti di un medico 43enne residente a Chivasso, imputato per produzione di contenuti multimediali con sfruttamento di minori, detenzione di materiale pedopornografico e associazione a delinquere. Il pubblico ministero aveva chiesto una pena più severa, pari a cinque anni e quattro mesi di carcere. Dopo l’arresto avvenuto la scorsa estate e un primo periodo trascorso in carcere, l’uomo si trova attualmente ai domiciliari. Il procedimento si è svolto a porte chiuse con rito abbreviato.

Le indagini, condotte dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online della Polizia Postale e delle Comunicazioni, con il supporto del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Torino, hanno ricostruito un’attività protratta per oltre dodici anni all’interno di community illegali attive nel dark web. I primi episodi contestati risalgono al 2013. Attraverso operazioni sotto copertura, gli investigatori sono riusciti a collegare l’identità del medico a numerosi pseudonimi utilizzati online.

La successiva perquisizione domiciliare ha portato al sequestro di diversi dispositivi elettronici, sui quali sarebbero stati rinvenuti elementi riconducibili alla produzione e allo scambio di materiale illecito, anche tramite chat con minorenni. Secondo gli inquirenti, il medico avrebbe inoltre intrattenuto rapporti con altri membri della rete criminale. Tra i contatti figura anche un sacerdote bresciano, la cui posizione giudiziaria è ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria.