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CHIVASSO - Il giornalista Federico Gottardo, collaboratore del quotidiano La Repubblica, è stato aggredito nella tarda mattinata di oggi a Chivasso mentre stava lavorando sulla sparatoria avvenuta poco prima in via Paleologi, dove è rimasto ferito il 48enne Francesco Ilacqua. Gottardo è stato aggredito con pugni e schiaffi da un uomo che sarebbe uscito gridando da un palazzo nelle vicinanze. Potrebbe trattarsi di un conoscente della vittima dell'agguato. Il giornalista ha riportato diverse contusioni e un taglio dietro l'orecchio: è stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso cittadino. Gottardo era insieme alla collega de La Stampa, Caterina Stamin, anche lei aggredita verbalmente, e a un fotogiornalista.

«L’Associazione Stampa Subalpina e l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte esprimono piena e incondizionata solidarietà al collega Federico Gottardo, aggredito fisicamente a Chivasso mentre era impegnato nel suo lavoro di cronista per Repubblica. Quanto accaduto è un episodio grave e inaccettabile. Aggredire un giornalista nell’esercizio delle sue funzioni non è soltanto un atto di violenza nei confronti di una persona, ma un attacco alla libertà di informazione e al diritto dei cittadini ad essere informati. Federico Gottardo è anche presidente del Gruppo Cronisti Piemontesi, da poco ricostituitosi in seno alla Subalpina proprio per fronteggiare con maggiore forza ogni limitazione al diritto di cronaca, che si tratti di accesso agli atti o di aggressioni verbali e fisiche. Associazione Stampa Subalpina e Ordine dei Giornalisti del Piemonte sono vicini a Federico, augurandogli pronta guarigione e auspicando che le autorità facciano piena luce sull’accaduto, individuandone i responsabili. Il nostro lavoro al servizio delle notizie e del diritto di cronaca, in ogni caso, non si ferma».

«Esprimiamo la più ferma e totale condanna per la grave aggressione subita oggi a Chivasso dal giornalista di la Repubblica, Federico Gottardo, mentre stava svolgendo il proprio lavoro di cronaca insieme alla collega de La Stampa Caterina Stamin, anche lei aggredita verbalmente, e a un fotogiornalista. Colpire un giornalista impegnato nel raccontare i fatti significa colpire non soltanto una persona, ma un principio fondamentale della nostra democrazia: il diritto dei cittadini e delle cittadine a essere informati e la libertà di stampa, pilastro imprescindibile di ogni società libera e civile. A Federico Gottardo, a Caterina Stamin e al fotogiornalista presente va la nostra piena solidarietà; così come la nostra vicinanza va a tutti i giornalisti e a tutte le giornaliste, fotogiornalisti e fotogiornaliste che ogni giorno operano in contesti difficili, con contratti nazionali da rinnovare, con cambi di gerenza che lasciano incertezze sul futuro, con contratti di collaborazione sempre più precari e pagati poco. Chiediamo che venga fatta rapidamente piena luce sull’accaduto e che i responsabili siano individuati e chiamati a rispondere delle proprie azioni. Difendere chi informa significa difendere la democrazia stessa. Nessuna violenza, nessuna intimidazione, nessun tentativo di silenziare il lavoro giornalistico può essere tollerato», dicono Marco Grimaldi, vicecapogruppo AVS Camera, Alice Ravinale, capogruppo AVS Regione Piemonte, Sara Diena, capogruppo SE Comune di Torino.

«Esprimiamo la nostra più ferma condanna per la vile aggressione subita a Chivasso dal giornalista de “la Repubblica”, Federico Gottardo, barbaramente colpito mentre stava svolgendo il proprio lavoro di cronista. A lui rivolgiamo la nostra piena solidarietà e i più sinceri auguri di pronta guarigione. La nostra vicinanza va anche alla giornalista de “La Stampa”, Caterina Stamin, vittima di gravi insulti verbali nel corso dello stesso episodio». Lo dichiarano il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e cittadino di Forza Italia Torino, che proseguono: «Aggredire un giornalista mentre documenta i fatti è un gesto grave e inaccettabile, un pericoloso tentativo di intimidire chi esercita il diritto di cronaca e, con esso, di limitare il diritto dei cittadini a essere informati. Ogni forma di violenza o intimidazione nei confronti di chi svolge il proprio lavoro di informazione deve essere condannata con la massima fermezza. Il rispetto della libertà di stampa è un principio irrinunciabile della nostra democrazia. Ci auguriamo che sia fatta rapidamente piena luce sull’accaduto», concludono Rosso e Fontana.

"Quanto è accaduto oggi a Chivasso è di una gravità assoluta ed esprime una deriva che non possiamo e non dobbiamo tollerare in una società democratica". Con queste parole Gianna Pentenero, presidente del gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Piemonte, interviene a seguito degli episodi di intimidazione e violenza verbale che hanno coinvolto alcuni operatori dell'informazione. "Quanto hanno dovuto subire il cronista di Repubblica Torino Federico Gottardo, la giornalista de La Stampa Caterina Stamin – bersaglio di inaccettabili insulti verbali - e un fotogiornalista impegnato sul campo è, se possibile, ancora più grave. A tutti loro va la mia totale e incondizionata solidarietà", prosegue Pentenero.

"Il lavoro in prima linea svolto quotidianamente dai giornalisti e dagli operatori dell'informazione è un pilastro fondamentale per rendere più trasparente, aperta e matura la vita democratica di questo Paese. Non si tratta di una concessione, ma di un diritto fondamentale sancito chiaramente dalla nostra Costituzione all'Articolo 21. Come forze politiche - conclude la presidente del gruppo PD - abbiamo il dovere inderogabile di continuare a difendere, senza alcuna esitazione, il principio cardine della libertà di stampa. Accanto a questo, è prioritario garantire la massima sicurezza sul lavoro per tutti coloro che si muovono quotidianamente sul territorio al solo scopo di consentire alle cittadine e ai cittadini di conoscere i fatti in modo libero e indipendente".

«Esprimiamo la nostra piena solidarietà al giornalista di Repubblica Federico Gottardo, vittima oggi di una grave aggressione mentre stava seguendo la cronaca della sparatoria avvenuta a Chivasso, e alla giornalista de La Stampa Caterina Stamin e al fotogiornalista che hanno subito insulti e offese. Chi svolge il proprio lavoro per documentare i fatti non può essere trasformato in un bersaglio. Ogni intimidazione o violenza nei confronti di giornalisti e operatori dell’informazione rappresenta un attacco a un principio fondamentale della nostra democrazia: il diritto dei cittadini a essere informati. Per questo condanniamo con fermezza quanto accaduto. La libertà di stampa non può essere messa in discussione da comportamenti violenti o intimidatori. È necessario assicurare a chi opera sul territorio condizioni di sicurezza adeguate, affinché possa svolgere il proprio lavoro senza pressioni né timori. Difendere l’informazione significa difendere la trasparenza, la legalità e la qualità della nostra vita democratica» dicono Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte, Alberto Unia, Consigliere regionale M5S Piemonte, Pasquale Coluccio, Consigliere regionale M5S Piemonte.

Cisl Torino e Piemonte esprimono ferma condanna e piena solidarietà ai giornalisti Federico Gottardo (la Repubblica) e Caterina Stamin (La Stampa), aggrediti ieri mentre svolgevano il proprio lavoro di cronaca a Chivasso, in provincia di Torino: «Chi informa non può diventare bersaglio - dichiarano Giuseppe Filippone e Luca Caretti, Segretari generali di Cisl Torino e Piemonte. Aggredire fisicamente e verbalmente un cronista mentre documenta i fatti significa colpire il diritto di tutti i cittadini a essere informati». Per i segretari della Cisl provinciale e regionale: «Il lavoro giornalistico si svolge sempre più spesso in condizioni di rischio. Difendere chi informa significa difendere la libertà di tutti. Tutta la nostra vicinanza ai cronisti Federico Gottardo e Caterina Stamin e al fotografo presente. Condividiamo e apprezziamo l’iniziativa, promossa dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e dall’Associazione Stampa Subalpina per il 7 luglio a Chivasso a difesa della legalità e del diritto all’informazione».

«Innanzitutto vorrei esprimere la nostra vicinanza e solidarietà ai giornalisti aggrediti martedì a Chivasso, mentre svolgevano la loro attività di cronisti, dopo l'agguato che ha visto un pregiudicato colpito da cinque colpi di pistola. Questo gravissimo episodio conferma la situazione di molti comuni dell'area torinese dove - nonostante i tanti processi di questi anni, da Minotauro a Echidna, quest'ultimo tutt'ora in corso al Tribunale di Ivrea - la malavita organizzata continua a condizionare pesantemente la vita e l'economia del territorio canavesano, come di altre zone della provincia di Torino. Tutto questo in un clima, troppo spesso, di sottovalutazione, nonostante gli allarmi di magistratura e forze dell'ordine. Per questa ragione saremo a Chivasso martedì 7 p.v. al presidio organizzato dall'Ordine dei giornalisti e dall'Associazione Stampa Subalpina», dice Federico Bellono, Segretario generale della Cgil di Torino.