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CHIVASSO - Il sindaco di Chivasso, Claudio Castello, questa mattina ha partecipato al Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocato nella Prefettura di Torino, in risposta ai gravi fatti della scorsa settimana. In particolare sull'agguato a colpi di pistola durante il quale è rimasto ferito Francesco Ilacqua e la successiva aggressione a due giornalisti.

Il Prefetto Donato Cafagna ha concesso la proroga della zona a vigilanza rafforzata nell’area della stazione ferroviaria di Chivasso, richiesta dal primo cittadino. La «zona rossa» sarà in vigore per tutto il 2026. «Voglio esprimere un sincero ringraziamento al Prefetto Donato Cafagna e a tutti i componenti del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che stanno operando con grande professionalità e coordinamento», ha fatto sapere Castello.

Il sindaco, sempre stamani, ha scritto ufficialmente anche al Consiglio Superiore della Magistratura per chiedere un riesame del provvedimento che esclude il Piemonte dal novero delle aree ad alta densità mafiosa. «Una simile decisione, alla quale ci opponiamo sulla linea di tante procure – ha detto il primo cittadino di Chivasso - rischia di produrre un messaggio istituzionale non coerente con la nostra realtà investigativa e giudiziaria, con possibili ricadute sulla percezione pubblica del fenomeno e sulla capacità delle amministrazioni locali di sostenere con forza le politiche di prevenzione e contrasto alla 'ndrangheta». La richiesta, nei prossimi giorni, potrebbe essere condivisa da altre amministrazioni comunali.

«La nostra città ha vissuto episodi che non possono essere ignorati, tra cui il grave fatto del 30 giugno in via Paleologi e l’aggressione ai giornalisti impegnati nel loro lavoro di informazione - ha aggiunto il sindaco - auspico nuove iniziative congiunte con l'Ordine dei Giornalisti, a partire da una convenzione in cui, nell’ambito della Formazione Professionale Continua, il Comune di Chivasso è disponibile ad ospitare momenti di approfondimento con cronisti che scrivono di 'ndrangheta, rivolti, oltre che agli iscritti, anche agli amministratori locali, ai dipendenti comunali e a tutti i cittadini».