In questi giorni si sono moltiplicati gli appelli e i ringraziamenti al personale medico che sta combattendo in primissima linea l'emergenza coronavirus. Turni massacranti, assenza di protezioni, il quotidiano rischio del contagio. Ne abbiamo parlato con un Tecnico Sanitario di Radiologia Medica che opera in un pronto soccorso piemontese e che, per ragioni di servizio, chiameremo Mario.

Ciao Mario, qual è la tua mansione attualmente?
Sono un Tecnico Sanitario di Radiologia Medica e lavoro in un pronto soccorso

Com'è la situazione nel tuo ospedale?
Caotica, come purtroppo accade nella maggior parte dei nostri presidi in questi giorni. I ragazzi del pronto soccorso stanno facendo il possibile per gestire al meglio i numerosi pazienti che si presentano ogni giorno ma le risorse e gli spazi sono quello che sono.

Giusto per rispondere subito e velocemente a chi ancora crede che sia una normale influenza... la tua opinione?
E' un virus che si diffonde troppo rapidamente per poterlo definire solo un'influenza. Riempie di liquido quegli spazi dei polmoni che dovrebbero essere liberi e che sono deputati a permettere gli scambi gassosi tra ossigeno ed anidride carbonica del sangue. Le immagini radiologiche parlano chiaro e sono spaventose, noi abbiamo il primo riscontro di problemi polmonari e il tampone da la conferma del covid19.

Oramai è d'uso comune pensare che sia un virus che colpisce solamente gli anziani: davvero i giovani possono dormire sonni tranquilli?
No, chiunque è ormai a rischio. Sulle testate giornalistiche nazionali ormai si leggono di morti di qualunque età. I pronti soccorsi e le rianimazioni sono piene di pazienti di qualsiasi età collegati hai respiratori.  Purtroppo non colpisce solo una fascia specifica di popolazione. Ma ti faccio una domanda io, saresti felice tu ragazzo ventenne positivo asintomatico che non sai di averlo di infettare tua madre e tuo padre e che finissero in rianimazione?

In base alla tua esperienza, secondo te in che modo i positivi hanno contratto il virus?
Entrando in contatto in modo non protetto con persone positive, magari asintomatiche o al massimo con un po' di raffreddore.

In breve, per far capire cosa possa vivere un paziente che si presenta con sintomi COVID19, quali sintomi riscontri?
Febbre, tosse, dispnea (mancanza d'aria), desaturazione (sangue poco ossigenato), debolezza, sono i principali sintomi che riscontriamo nei pazienti.

La situazione posti RIA a Torino è ancora tranquilla o le parole del Presidente Cirio, che parla di situazione quasi al collasso, sono da prendere molto seriamente?
I posti di rianimazioni sono pochi a Torino considera che partiamo di un massimo di 6 posti per rianimazioni come da standard regionale. Si sono già attrezzati altri locali con rianimazioni dove c'era la possibilità di installare i pochi respiratori che avevamo,  ma c'è anche la difficolta di separare i covid19 da altri pazienti che sono in rianimazione per altri motivi. Gli spazi e le attrezzature non sono sufficienti.

Parliamo di te: come vivi e come vivono i tuoi colleghi questo periodo lavorativo? Psicologicamente dev'essere veramente pesante...
Lo stress è tanto ma cerchiamo di seguire al meglio i protocolli che ci vengono dati. Si fa molta più attenzione ogni volta che si effettua un esame e il carico aumenta quando ci spostiamo nelle zone di isolamento, in cui devi fare ancora più attenzione del normale. Basta il minimo errore e il guaio è fatto. Disinfettiamo e sanifichiamo tutto il possibile più volte, sia a lavoro che a casa, perchè abbiamo anche il timore di portarlo dai nostri cari. E' una situazione senza paragoni e difficile da spiegare a chi non la sta vivendo. Molti colleghi purtroppo stanno risultando positivi e questo aumenta il carico psicologico ad ogni turno. I aggiunta tutte le altre patologie gravi che affrontiamo quotidianamente non si fermano per il virus, quindi ti trovi a dover fare un esame a un paziente con un polmone distrutto da un tumore e l'altro devastato da virus, o ad un bambino attaccato all'ossigeno perchè non riesce a respirare. Senza contare i pazienti che muoiono soli in mezzi a colleghi distrutti vestiti come alieni e senza il conforto dei loro cari nei loro ultimi istanti. E' arrivato un paziente autonomamente in pronto soccorso con sintomi lievi e che peggiorato in fretta e poco dopo è deceduto: non c'e' stato tempo di fare nulla. Tutto questo è straziante e credo possa spezzare anche l'anima più dura. Poi ci sono pazienti che fingono sintomi solo per ottenere un tampone con il rischio di contrarre il virus mentre attendono visita ed esame nelle aree di isolamento e di portarlo a casa infettando il resto del nucleo familiare.

Mascherine semplici per dare il bianco, fpf2 e fpf3, chirurgiche: quali mascherine vanno usate quando andiamo al supermercato?
Più distanza di sicurezza. Indossando la chirurgica si limita che, se si è positivi ed asintomatici, si diffonda il virus. Le FFP2 e FFP3 con valvola permettono di filtrare l'aria in ingresso ma non in uscita. Quindi se si è positivi non permettono di proteggere il resto della popolazione.

Sarebbe utile fare i tamponi a tutti, sul modello coreano?
Penso che, visti i numeri attuali, sia ormai inutile. L'unica alternativa per uscirne è seguire le regole della quarantena e l'isolamento a casa.

Quando ne usciremo?
Non ne ho la più pallida idea, ma speriamo tutti nel più breve tempo possibile. Ma per uscirne, tutti dobbiamo fare la nostra parte, essere responsabili e limitare al massimo le uscite, anche per i servizi necessari. Aiutateci ad aiutarvi.

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