Novità in merito al processo del 49enne di Cuorgnè che il 22 maggio 2016 sferrò un pugno al padre novantenne che cadde e si ruppe una caviglia. Dalla ricostruzione degli eventi della procura di Ivrea è emerso che l'aggressione avvenne in casa del padre e fu causata da una discussione in merito ad un possedimento: da tempo i due avevano in corso una diatriba poiché il padre voleva rivendicare una sua proprietà nella quale però viveva il figlio.

La denuncia per lesioni aggravate (data l'età della vittima e il legame di parentela con l'aggressore) scattò a seguito del ricovero in pronto soccorso dell'uomo. Quello stesso giorno i medici diagnosticarono un'escoriazione sotto l'occhio sinistro, una ferita al gomito e la caviglia destra rotta per una prognosi totale di 30 giorni.

Il 49enne si è sempre dichiarato innocente sostenendo che il padre cadde autonomamente. Il processo, iniziato il 28 gennaio è proseguito con l'ultima udienza mercoledì 21 novembre. Il giudice Angela Rizzo ha concesso all'imputato, su richiesta del suo avvocato Filippo Amoroso, di poter svolgere lavori socialmente utili per estinguere il reato. (G.g.)

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