CUORGNE' - Sarebbe stato un colpo alla carotide sferrato da Cisse Camara, 42enne senegalese richiedente asilo, ad uccidere Pietro Alberto Paolo Signor. E' quanto emerso dall'autopsia effettuata sul corpo del 49enne, che aveva a lungo vissuto a Cuorgnè, dove aveva frequentato le scuole locali e trascorso gran parte dell'adolescenza. L'omicidio efferato è avvenuto nel corso della mattinata di sabato scorso, 30 maggio 2026, nei giardini di Villetta Di Negro, nel centro di Genova.
In queste ore stanno emergendo, dalle indagini dei carabinieri, coordinate dal pm Francesco Cardona, dettagli agghiaccianti su quanto successo nel capoluogo ligure. La procura contesta a Camara, già noto alle forze dell'ordine per alcuni reati minori, l'omicidio volontario. Il senegalese è ancora ricoverato, sedato e piantonato all’ospedale San Martino, dove è stato portato dopo essere stato arrestato dai militari dell'Arma sabato. Quando le forze dell'ordine sono arrivate sul luogo dell'assassinio hanno trovato l'extracomunitario a torso nudo vicino al cadavere di Pietro Alberto Paolo Signor, che aveva mani e piedi legati. Forse sotto effetto di droga, il 42enne del Senegal, che al nosocomio genovese si è scoperto poi essere affetto da polmonite, si sarebbe scagliato anche contro uno dei carabinieri, prima di venire bloccato.
Gli inquirenti hanno già analizzato tutti i video di sorveglianza presenti nei giardini di Villetta Di Negro per cercare di capire se Pietro Signor e Cisse Camara si conoscessero già prima e cosa abbia scatenato la furia omicida del senegalese. I carabinieri hanno sentito anche i volontari della mensa di Sant'Egidio e quelli dell'associazione Valori Alpini di Oregina, che conoscevano il 49enne cuorgnatese. E' stato accertato che Pietro Alberto Paolo Signor, Pedro come lo chiamavano gli amici, stesse attraversando un periodo delicato a causa di alcuni problemi di salute e che fosse in attesa di un trapianto di cuore.












