La sentenza della corte d'Appello di Torino ribalta il giudizio di primo grado del tribunale di Ivrea. Assolta con formula piena la ginecologa di Cuorgnè, residente ad Ivrea, indagata per truffa e peculato. Due anni fa il giudice del tribunale di Ivrea l'aveva condannata ad un anno e due mesi di reclusione riconoscendo all'Asl To4 anche un risarcimento di 53mila euro.

Secondo le indagini della guardia di finanza di Ivrea, la ginecologa gestiva a Cuorgnè uno studio privato mai dichiarato al fisco. Studio all'interno del quale la professionista operava al di fuori degli orari previsti dal contratto con l'azienda sanitaria. Già assolta in primo grado dall'accusa di peculato, la dottoressa ha sempre respinto ogni addebito. Per i legali della difesa non c'è mai stata alcuna attività illecita: era noto che la ginecologa ricevesse in entrambi gli studi, utilizzando quello di Cuorgnè per comodità rispetto ai pazienti.

Di fatto la dottoressa non avrebbe mai intascato alcun compenso illecito. La tesi difensiva è stata sposata in pieno dai giudici della Corte d'Appello che hanno pronunciato la sentenza assolutoria.

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