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FAVRIA - Un grave lutto colpisce la comunità di Favria e in particolare la grande famiglia della Filarmonica locale, dove ha destato un senso di sincero e profondo cordoglio la notizia della scomparsa, avvenuta sabato 3 gennaio 2026, di Giuseppe Lanzavecchia. Lo stimato musico aveva 80 anni. «Dal 1973 ha suonato il clarinetto nella Filarmonica Favriese e per oltre 40 anni è stato membro del consiglio direttivo e cassiere - lo hanno ricordato con un post sui social dalla banda musicale di Favria - Una persona che oltre ad essere un amico ha dato tanto a tutti noi. Tutta la Filarmonica si stringe intorno ai figli Mervin e Cristian e porge le più sentite condoglianze a tutta la famiglia. Ciao Giuseppe».

«La sua vita è stata un esempio di dedizione, passione e generosità, e il vuoto che lascia è immenso per tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo - ha commentato l'ex sindaco, presidente della Fidas locale, Giorgio Cortese - Giuseppe ha iniziato a suonare il clarinetto con la nostra Filarmonica nel 1973. Fin da subito si è distinto non solo per l’abilità musicale, ma soprattutto per il cuore con cui affrontava ogni nota, ogni concerto, ogni prova. Negli oltre quarant’anni in cui ha fatto parte del consiglio direttivo e ha ricoperto il ruolo di cassiere, ha messo la stessa cura e la stessa dedizione che metteva nella musica: precisione, responsabilità, ma anche grande attenzione verso le persone. La sua passione per la comunità non si limitava alla Filarmonica. Giuseppe ha collaborato con Il Favriese, il giornalino della nostra città, portando la sua competenza, la sua curiosità e il suo impegno in ogni articolo, in ogni progetto. La sua firma non era solo su testi e numeri, ma su gesti concreti di umanità e attenzione verso gli altri. Chiunque lo conoscesse sapeva di poter contare sulla sua disponibilità e sul suo consiglio, sempre accompagnati da una gentilezza e da una calma rare».

«Giuseppe non era soltanto un musicista, un collaboratore o un amministratore: era un amico. Un amico che sapeva ascoltare, che sapeva incoraggiare, che riusciva a far sentire importanti le persone intorno a lui - ha aggiunto Giorgio Cortese - La sua presenza tra di noi era un faro di tranquillità e sicurezza, e la sua mancanza si farà sentire profondamente in ogni nota che suoneremo, in ogni riunione, in ogni momento condiviso. La memoria di Giuseppe vivrà nelle persone che ha toccato, nella musica che ha suonato e nelle parole che ha condiviso. La sua vita ci ricorda quanto sia importante dare senza riserve, con competenza e con il cuore, e il suo esempio rimarrà con noi per sempre. Ciao, Giuseppe. La tua musica, la tua umanità e la tua passione continueranno a vivere in tutti noi».