San Grato con San Bernardo, San Maurizio, San Besso, San Genesio, San Orso, sono tutti profondamente venerati da secoli nelle Alpi Occidentali. Le loro figure hanno ispirato un'abbondante produzione artistica soprattutto negli Stati dei Savoia come documentano molte opere di scultura, pittura e oreficeria del XIV e XV secolo. Tra questi Santi svetta la figura di San Grato. L’origine del nome deriva dal latino Gratus che significa “colmo di gratitudine” o “dono di Dio”. Grato era un presbitero che collaborava con il primo vescovo di Aosta, Eustasio. Certamente prese parte al secondo sinodo di Milano, che si tenne nel 451. Infatti San Grato sottoscrisse gli atti, sostituendosi al vescovo Eustasio che, invece, non poté prendervi parte, probabilmente per problemi di tipo fisico, considerata l’età avanzata del primo vescovo di Aosta.

San Grato divenne il patrono di Aosta per aver protetto la città da streghe e diavoli, che nel Medioevo prendevano le forme più strane come un torrente straripato per il disgelo, il terreno spaccato dalla siccità, il raccolto minacciato dalla grandine, un fienile bruciato, un campo devastato da bruchi, cavallette e talpe. Secondo una leggenda Grato, sarebbe stato un martire soldato della leggendaria legione tebea, San Grato avrebbe scoperto in Palestina il capo di San Giovanni Battista, Il Precursore, la cui testa fu gettata in un pozzo dopo che la concubina Salomè, l’ebbe fatto decapitare. Non si conosce l’anno della morte, ma solamente il giorno, che è appunto il 7 settembre, data in cui il santo viene celebrato. Le reliquie sono custodite nella cattedrale di Aosta

San Grato è uno dei pochissimi santi e beati ricordati nel Martirologio Romano. Un antichissimo rito ricorda la traslazione del suo corpo con la “Benedizione di San Grato”: la triplice benedizione della terra, dell'acqua e delle candele per allontanare ogni flagello dai campi, dai contadini e dal bestiame. A Favria c’è una chiesa a lui dedicata, che merita di essere visitata. Questo edificio dell'anno Mille, è curato dal “Comitato per la salvaguardia della Chiesa di San Grato” nato nel 1989 per iniziativa di alcuni concittadini che, preso atto del grave stato di degrado del fabbricato, decide di farsi parte attiva per l’effettuazione dei lavori di restauro e valorizzazione della struttura architettonica e degli affreschi contenuti. La struttura della chiesa, così come appare oggi, è comunque il risultato di più fasi costruttive, appartenenti a epoche diverse, comprese tra i secoli X e XX.

Il sempre attivo Comitato con il suo Presidente Adriano, quest’anno inizia i festeggiamenti venerdì 30 agosto con inizio novena alle 20,30, venerdì 6 settembre dopo la novena, esibizione del coro Monte Soglio di Forno Canavese e a seguire distribuzione di biscotti di San Grato e rinfresco. Sabato 7 settembre ore 20,30 novena e a seguire incanto delle tradizionali trecce d’aglio. Domenica ore 9-12 sotto il portico adiacente alla chiesa, mostra di medaglie religiose e Papali della collezione privata, molto interessante ed istruttiva, di Roberto Cibrario Rossi e viste guidate, da non perdere, ai restauri della chiesa, un vero gioiello. Ore 15,00 Santa Messa e processione a seguire giochi per bambini, rinfresco offerto dai Priori Jenny Murano e Primo Massara e come di consueto la Banda musicale favriese, colonna sonora degli eventi, accompagnerà la processione ed allieterà il successivo rinfresco.

Ed infine lunedì ore 21,00 Santa Messa a ricordo di tutti i Benefattori e Defunti del rione. Una grande grazie al Comitato di San Grato di Favria che ci rammenta che ricordare è importante, perché grazie alla memoria che può quindi esistere la stessa tradizione che si fonde in una genuina venerazione religiosa, e questi elementi si sostengono l’uno con l’altro, perché allo stesso tempo la tradizione è importante per la memoria ed entrambi sono cementati dalla genuina devozione popolare che permette di conservare il passato in un modo unico e particolare e che tiene in vita le nostre radici. Grazie ancora Comitato San Pietro Vecchio d al loro Presidente  Adriano per il Vostro lodevole lavoro ed ai Priori Jenny e Primo per l’impegno preso che perpetua il passato nel futuro. (Giorgio Cortese)

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