Ieri sera l'amministratore unico della Darkem ed uno dei suoi figli, mentre si recavano sul luogo dell'incendio dove li aspettavano i vigili del fuoco e i carabinieri per un sopralluigo, hanno incontrato alcuni vicini, abitanti in una delle case danneggiate dall'incendio che ha distrutto l'azienda di Scarmagno nella notte tra lunedì e martedì. Dopo un'accesa discussione c'è stato un contatto fisico. A seguito del diverbio i due titolari della ditta hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso di Ivrea. Se la dovrebbero cavare con una prognosi di circa ventgi giorni. Il pronto intervento dei vigili del fuoco e dei carabinieri di Strambino ha bloccato il diverbio.
Il titolare della Darkem, l'altra mattina, è stato ascoltato in procura. Molte cose sono da chiarire. A partire dai materiali che erano stoccati all'interno del magazzino e che hanno provocato le devastanti esplosioni nitidamente udite in mezzo Canavese. La procura di Ivrea ha comunque confermato che non ci sono indagati e che, per il momento, il pubblico ministero Drammis procede per incendio colposo contro ignoti. Il Comune di Scarmagno, invece, visto l'accaduto, sta cercando di capire come sospendere l’Imu per i titolari dei capannoni danneggiati che si trovano nell’area industriale. Moltissime aziende hanno subito danni ingenti a causa delle esplosioni.
Oggi nel sito di Scarmagno i vigili del fuoco di Roma hanno effettuato dei rilievi per chiarire le cause dell'incendio. Gli accertamenti andranno avanti anche nei prossimi giorni. I danni provocati dal rogo sono ingenti. Oltre ai cinque lavoratori dell'azienda distrutta dalle fiamme, due artigiani hanno perso la ditta. Una decina, nel complesso, le attività che hanno subito danni. C'è quindi il timore per circa 500 posti di lavoro.






