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IVREA - «Quello che sta accadendo nel carcere di Ivrea è ormai una vera baraonda. La situazione appare completamente fuori controllo e non è più possibile assistere inermi a una sequenza di eventi critici che mette a rischio detenuti e personale di Polizia Penitenziaria». È quanto dichiara Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, commentando l’ennesimo grave episodio verificatosi nella casa circondariale di Ivrea.

Nella giornata di ieri, infatti, martedì 25 agosto 2026, un incendio è divampato al secondo piano destro della struttura. Il personale intervenuto ha dovuto procedere all’evacuazione dei detenuti presenti nella sezione a causa della presenza di fumo e prodotti nocivi della combustione. Due appartenenti alla polizia penitenziaria, inoltre, sono stati accompagnati al pronto soccorso di Ivrea per gli accertamenti sanitari del caso. Entrambi sono stati successivamente dimessi nella stessa giornata, con una prognosi di sei giorni ciascuno.

E' il secondo caso in meno di 48 ore dopo l'incendio divampato al terzo piano della struttura nella notte tra domenica 23 e lunedi 24 agosto 2026, a seguito del quale tre agenti sono stati costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso di Ivrea.

«Il fatto che gli agenti siano costretti a intervenire in condizioni di emergenza, affrontando incendi e fumi, mentre la sicurezza dell’istituto è continuamente messa a dura prova, dimostra la gravità della situazione», prosegue Beneduci.

«Non siamo di fronte a un episodio isolato, ma all’ennesimo campanello d’allarme. Il sistema penitenziario piemontese, e in particolare la situazione di Ivrea, necessita di interventi immediati e concreti. Il personale non può continuare a lavorare in queste condizioni».

«Chiediamo pertanto al Ministro della Giustizia Carlo Nordio di intervenire direttamente e senza ulteriori rinvii, verificando le condizioni organizzative e di sicurezza dell’istituto e assumendo ogni iniziativa necessaria per garantire l’incolumità della Polizia Penitenziaria e la sicurezza della struttura».

«A Ivrea serve un intervento urgente. Non si può aspettare che accada qualcosa di ancora più grave prima di prendere provvedimenti», conclude Beneduci.