Ieri durante una perquisizione ordinaria nel carcere di Ivrea, sono stati rinvenuti due micro telefoni cellulari, i quali si aggiungono alla lista dei precedenti, ovvero già cinque in tredici giorni.  I cellulari erano perfettamente funzionanti, completi di carta SIM e carica batteria. Questi, erano nascosti all'interno delle mutande di due detenuti, entrambi di nazionalità italiana. 
 
A dare la notizia è l’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci, il quale dichiara: «Nonostante le rassicurazioni fornite dal Capo del Dap Francesco Basentini, l’attuale situazione delle carceri Italiane è drammatica, questo rispetto al mantenimento delle idonee condizioni di sicurezza e quindi al possesso e all’uso di telefoni cellulari da parte di detenuti, anche condannati per reati di notevole gravità».
 
Il Segretario Generale prosegue: «Purtroppo, nell’attuale sistema carcerario è rinvenibile solo una parte degli apparecchi telefonici in possesso dai detenuti, soprattutto nella situazione di Ivrea, dove mancano del tutto le figure principali che dovrebbero coordinare le attività operative della polizia penitenziaria. Sfortunatamente il grave stato di disattenzione da parte degli organi dell’amministrazione centrale e la sostanziale indifferenza da parte di una politica che consiste in sole dichiarazioni ad effetto, stanno mettendo in dubbio la sicurezza delle carceri italiane e stanno disegnando le donne e gli uomini della polizia penitenziaria come gli agnelli sacrificali di un sistema che fa acqua da tutte le parti». F.b.

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