Un arancere dello storico carnevale di Ivrea è stato condannato dal tribunale eporediese a due mesi di reclusione (pena sospesa) per oltraggio a pubblico ufficiale. Nel corso dei festeggiamenti dell'edizione 2014, si lasciò andare al saluto fascista e insultò gli agenti della polizia municipale. L'uomo, 54 anni di Carema, difeso dall'avvocato Marco Stabile del foro di Ivrea, durante un controllo alzò il braccio facendo il saluto romano e dicendo «Se tornasse il duce li faremmo tutti fuori questi», riferendosi agli agenti.

I fatti si verificarono a una domenica dell'Alzata degli Abbà, quindi nelle settimane precedenti la battaglia delle arance. Bersaglio degli insulti fu il vice commissario della polizia municipale di Ivrea che, quella domenica, era incaricato di coordinare il controllo della viabilità. Mentre si stava dirigendo a piedi verso la rotonda di piazza Balla venne apostrofato dal 54enne di Carema con frasi del tipo: «Vigili di m..., testa di c..., dovete farmi passare». L'uomo, vestito da arancere della squadra delle Pantere, insieme a tre ragazzini minorenni, chiedeva a tutti i costi di poter passare nonostante la strada chiusa in vista dell'imminente passaggio del corteo storico per l’Alzata degli Abbà.

Nel corso del controllo dei documenti dell'uomo, lo stesso alzò il braccio facendo il saluto romano. In aula è stata ricostruita l'intera vicenda. Il civich sentito dal giudice ha spiegato che, con tutta probabilità, quell’uomo era anche alticcio. A colpire l'agente il valore diseducativo di quelle parole e dei gesti non tanto per la folla quanto per quei ragazzi che erano con l'uomo e che assistettero alla scena. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna dell'arancere a quattro mesi. Il giudice Mariaclaudia Colangelo lo ha condannato a due mesi.

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