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QUASSOLO - A quasi cinque anni dalla tragedia, il procedimento giudiziario per la morte di Claudio Giovannino si è concluso senza alcun colpevole. Il tribunale di Ivrea ha infatti pronunciato sette assoluzioni per insufficienza di prove nei confronti delle persone imputate nell'inchiesta relativa all'incidente sul lavoro costato la vita all'operaio di 51 anni il 19 luglio 2021, lungo le sponde del canale della centrale idroelettrica Edison di Quassolo.

Claudio Giovannino stava effettuando un intervento di sfalcio dell'erba quando perse la vita. Il suo corpo venne ritrovato all'interno del canale con il decespugliatore ancora assicurato al corpo, circostanza che fin dall'inizio aveva reso particolarmente complessa la ricostruzione dell'accaduto.

Nel corso del processo, l'accusa aveva chiesto complessivamente quasi sette anni di condanne per sette imputati, tra responsabili della ditta appaltatrice, dirigenti e tecnici della centrale, oltre ai referenti della sicurezza. Tuttavia, al termine del dibattimento, il giudice ha ritenuto che gli elementi raccolti non fossero sufficienti per attribuire responsabilità penali.

Al centro del procedimento vi è stata soprattutto la difficoltà di stabilire con precisione la dinamica dell'incidente. Secondo la ricostruzione dell'accusa, basata sugli accertamenti dello Spresal dell'Asl To4, l'operaio avrebbe lavorato su un tratto particolarmente ripido, dove sarebbe stato più sicuro utilizzare un mezzo meccanico anziché un decespugliatore.

La difesa, invece, ha sostenuto che non fosse possibile individuare con certezza il punto della caduta né le cause del decesso, lasciando aperta anche l'ipotesi di un improvviso malore favorito dalle elevate temperature di quella giornata. Proprio l'impossibilità di ricostruire con certezza quanto accaduto ha portato il tribunale a pronunciarsi con l'assoluzione di tutti gli imputati.