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IVREA - Nel corso del pomeriggio di oggi, giovedì 20 agosto 2026, si è concluso in tribunale a Ivrea il processo di primo grado scaturito dall'inchiesta «Echidna», riguardante le presunte infiltrazioni della 'ndrangheta nei cantieri sull'autostrada Torino-Bardonecchia. I giudici Stefania Cugge, Antonella Pelliccia ed Edoardo Scanavino, hanno disposto sette condanne e due assoluzioni.

Sono stati assolti Leonardo Caligiuri e Roberto Fantini, l'ex amministratore delegato di Sitalfa, residente a Rivarolo Canavese. Il 57enne imprenditore canavesano, difeso dagli avvocati Roberto Capra e Maurizio Riverditi, era stato accusato dalla Procura di Torino di concorso esterno in associazione mafiosa. Il pubblico ministero Valerio Longi aveva chiesto per Fantini una condanna a 7 anni e 4 mesi di reclusione. Richiesta respinta dai giudici eporediesi, che hanno assolto il rivarolese con formula piena, perché «Non ha commesso i fatti» e, in un'altra circostanza, «Il fatto non sussiste».

Sono invece stati condannati: Giuseppe Pasqua (a 15 anni e dieci mesi di reclusione), il figlio Domenico Claudio (14 anni e sei mesi), il nipote Michael (sei anni e otto mesi), Filippo Rotolo (quattro anni, cinque mesi e 10 giorni), Gian Carlo Bellavia (sei anni e otto mesi), Danilo Scardina (due anni e due mesi) e Antonio Mascolo (due anni e un mese). Al Comune di Brandizzo, che si è costituito parte civile e che era rappresentato dall'avvocato Giulio Calosso, è stato riconosciuto il diritto a un indennizzo e una provvisionale di 30 mila euro.