Sono giorni decisivi per l'indagine sull'incidente che, nella notte tra lunedì e martedì, è costato la vita a Guido Zabena, il 51enne di Favria morto annegato nel sottopasso di Rivarolo Canavese. La procura ha modificato il fascicolo d'indagine che è passato nelle mani del pubblico ministero Chiara Molinari. Ora il fascicolo è aperto per omicidio colposo contro ignoti: non ci sono ancora nomi iscritti nel registro degli indagati ma potrebbe essere questione di giorni.

La procura disporrà almeno due perizie tecniche. La prima sul sottopasso della ferrovia Canavesana, già teatro di numerosi allagamenti nel corso degli ultimi anni. La seconda perizia, invece, riguarderà la Fiat Punto di Guido Zabena, di proprietà del papà Piero. Sportelli e finestrini (elettrici), una volta che l'auto è finita a mollo, sono rimasti bloccati e il 51enne non è più riuscito a scendere dall'abitacolo che, nel frattempo, si è riempito d'acqua e melma, condannandolo ad una fine atroce.

Il pm Molinari vuole fare luce sugli interventi di manutenzione eseguiti dal Comune di Rivarolo negli ultimi anni, a fronte di diversi "alert" che sono arrivati a palazzo Lomellini in virtù di numerosi allagamenti. L'ultimo, 21 giorni prima della tragedia. Il Comitato mobilità e sviluppo Alto Canavese, inoltre, aveva presentato un esposto in Comune a novembre, chiedendo interventi sul quel sottopasso.

«Avevamo segnalato scarsa manutenzione delle pompe, la centralina che le gestisce sempre aperta e vandalizzata, allagamenti e continue colate di fango dalle massicciate - dice il presidente Flavio Vacca - non solo non è cambiato nulla ma non si sono nemmeno degnati di risponderci». Una tragedia evitabile? «Purtroppo si. Sarebbe bastato installare un semaforo rosso per indicare il sottopasso allagato così come ha fatto la provincia per il sottopasso gemello di Feletto».

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