Un uomo buono e gentile. Innamorato del suo lavoro e sempre pronto ad aiutare gli altri. Lo ricordano così, amici e colleghi, Roberto Madau, il 61enne di Ivrea che è morto mercoledì sera a Caluso, nello schianto tra il treno regionale 10027 e un trasporto eccezionale fermo sui binari al passaggio a livello di Arè. Era il «suo» treno, su una linea che conosceva benissimo e sulla quale aveva ricominciato a lavorare dopo due anni di servizio a Roma.

Madau, originario della Sardegna, si era trasferito con i genitori a Ivrea tanti anni fa, quando ancora era bambino. Vive in un alloggio del quartiere Bellavista, dove dalla sera dell'incidente ferroviario non si fa altro che parlare di lui. Aveva un'enorme passione per il suo lavoro tanto che, quando poteva, lo trasformava anche in hobby: da anni, infatti, collezionava modellini, compresi quelli delle motrici dei treni che era solito condurre sui binari di tutta Italia.

Tra qualche mese sarebbe andato in pensione e, con tutta probabilità, sarebbe tornato a vivere in Sardegna. Viveva solo a Ivrea da quando aveva perso i genitori. Ha lasciato i nipoti e una sorella che, da tempo, vive a Verolengo. Mercoledì avrebbe sostituito un collega per il turno serale. Il suo ultimo turno, quello dell'incidente che, purtroppo, gli è costato la vita.

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