Fioriscono le iniziative, coordinate dall'associazione «Amici di Belmonte», per mantenere viva l'attenzione sul caso del santuario, sempre in bilico tra chiusura e acquisto da parte degli enti pubblici. Recentemente, una visita del superiore generale della Congregazione dei «Servi della misericordia della copiosa redenzione», organizzata grazie ai buoni uffici del deputato italo-brasiliano Luis Roberto di San Martino Lorenzato, ha riacceso la speranza di un possibile ritorno di una presenza forte e stabile di religiosi nel santuario. Ma siamo ancora nel campo delle possibilità, delle ipotesi, mentre ora c'è il bisogno di assicurare l'apertura della chiesa per i fedeli.

Proprio per questo motivo, l'associazione «Amici di Belmonte» ha lanciato un appello alla ricerca di volontari che siano disponibili, a rotazione, a tenere aperto l'edificio sacro ogni mattina dalle 10 alle 12. Nel frattempo, nel santuario continua a prestare servizio un sacerdote, don Gianluca Capello, ma a tempo parziale, visto che dal 1° settembre diventerà anche parroco di Busano e Pertusio. Troppo poco per il Sacro monte, patrimonio dell'Unesco e punto di riferimento da secoli della comunità canavesana.

Fioriscono intanto le iniziative per il recupero dell'area attorno al santuario che era stata devastata alcuni mesi fa da un pauroso incendio. Il Comune ha stanziato dei fondi per acquistare delle piante dai vivai regionali, in modo da inserirle nella zona più danneggiata dal fuoco. Nel mentre, si sta lavorando alla pulizia della vechia strada pedonale, recuperando i ciottoli del selciato in prospettiva di un progetto di ripristino. Anche le scuole sono state coinvolte nel recupero del bosco distrutto: in autunno, i bambini saranno portati a raccogliere le ghiande sotto le querce esistenti per poi lanciarle nell'area colpita dall'incendio e facilitare così il processo di crescita di nuova vegetazione.

Anche i vignaioli valperghesi si sono mobilitati per Belmonte e hanno deciso di dedicare la Camminata eno-gastronomica, prevista il 1° settembre, alla raccolta fondi in favore del ripristino e del recupero di alcuni sentieri che fanno parte dei «Percorsi della felce reale».

 

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