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VOLPIANO - Ennesimo disagio sulla tratta ferroviaria Rivarolo-Chieri: il treno non passa e i pendolari, tra cui anche il disabile Pasquale Mazzitelli, restano appiedati. Il convoglio numero 26106 delle ore 6:45, infatti, non è transitato regolarmente, lasciando numerosi viaggiatori fermi nelle varie stazioni. Una criticità peggiorata dall'assenza di informazioni tempestive e quindi di soluzioni immediate alternative. Secondo quanto segnalato dagli utenti, non sarebbe stato effettuato alcun annuncio in stazione relativo alla soppressione della corsa.

«Non è la prima volta che succede - spiega Pasquale Mazzitelli, che è costretto in carrozzina per problemi di salute - Avevo regolarmente prenotato il servizio di assistenza tramite Sala Blu RFI - Tuttavia, anche in questa occasione, sono stato avvisato della cancellazione solamente a corsa ormai soppressa, perdendo così il viaggio come tutti gli altri pendolari. Ho chiesto di sostituire il servizio ferroviario con un taxi accessibile, ma la risposta ricevuta dalla Sala Blu è stata negativa, lasciandomi senza una reale alternativa di mobilità. Una situazione che evidenzia ancora una volta come i disabili paghino un prezzo doppio rispetto agli altri utenti del trasporto pubblico: oltre al disagio della soppressione del treno, rimane infatti l’incertezza sull’intero percorso fino al raggiungimento della destinazione finale».

Da anni i pendolari denunciano criticità, soppressioni improvvise e comunicazioni insufficienti sulla linea Sfm1. «In passato anche alcuni esponenti politici del territorio avevano tentato di intervenire sulla questione, cercando soluzioni concrete per migliorare l’assistenza ai viaggiatori con disabilità, compresa la proposta di autorizzare ai servizi della Sala Blu anche la stazione di San Benigno Canavese - conclude Pasquale Mazzitelli - Tentativi che, però, non hanno portato ai risultati sperati. Resta quindi aperta una domanda che io e i cittadini continuiamo a porci: questi episodi hanno davvero una soluzione oppure manca la volontà e la capacità di affrontare seriamente il problema? I pendolari e i viaggiatori con disabilità come me chiedono risposte concrete, maggiore trasparenza e soprattutto garanzie reali sul diritto alla mobilità e all’assistenza».