CASTELLAMONTE - A Natale, recita un conosciutissimo aforisma, «non importa cosa trovi sotto l'albero, ma chi trovi intorno». Attorno alla giovane Varvara e alla sua famiglia si è creata una vera e propria rete solidale. Un dream team di campioni di umanità e generosità che è partito dal nostro territorio, attraverso l'operato de La Memoria Viva, per aiutare la 12enne ucraina, affetta da un tumore maligno.
Grazie a questa importante missione oggi Varvara è in Italia e, dopo una prima visita all’ospedale di Ivrea, si trova al Regina Margherita di Torino, dove può finalmente ricevere delle cure mediche adeguate non più possibili nel suo Paese martoriato dalla guerra. Un primo importante e decisivo passo in un lungo percorso che l'adolescente ucraina dovrà affrontare per sconfiggere quel maledetto rabdomiosarcoma al collo, un cancro molto aggressivo, che le è stato diagnosticato lo scorso agosto.
Al fianco della 12enne c'è la madre, mentre purtroppo nei giorni scorsi il padre, Dimitri, è dovuto rientrare in Ucraina. «Il papà di Varvara è entrato in Ucraina con ampio anticipo - spiegano da La Memoria Viva - Ci ha strappato il cuore dividere questa famiglia in un momento così difficile. Non si poteva fare diverso. Mentre tutti iniziano a pensare all’avvicinarsi della stagione di Natale loro hanno il cuore spezzato per la malattia e divisi per causa della guerra. Manterremo l’impegno di sostenere Varvara in tutti i modi e far sì che nel più breve tempo possibile possa rivedere suo papà e guarire da questa terribile malattia. Grazie a tutti coloro che ci staranno vicino! Ne abbiamo davvero tanto bisogno».
Nello scorso week-end, Olga, la zia della ragazzina ucraina, ha fatto tappa a Castellamonte e al Consolato onorario di Babbo Natale in via IV Novembre. In rappresentanza della famiglia di Varvara ha voluto prima di partire per tornare nel paese che la sta ospitando a causa della guerra ringraziare di vero cuore il Canavese e i canavesani per quanto fatto per la nipote e per loro: «La mia famiglia ha perso tutto a causa della guerra: il lavoro, la casa e anche i nostri. Mia nipote si è ammalata di tumore. Non abbiamo le possibilità economiche per affrontare le cure necessarie. Per questo a nome mio e dei genitori di Varvara voglio ringraziare profondamente l'Italia, Castellamonte, il Canavese, e in particolare l'associazione La Memoria Viva, per aver accolto il nostro grido d'aiuto senza esitare. Siamo commossi. Voglio ringraziare Salvatore, che ci ha messi in contatto con La Memoria Vive, e tutte le persone splendide che ci hanno aiutato e continuano ad aiutarci in tutto, senza mai farci sentire soli. Spero con tutto il cuore che mia sorella e sua figlia, Varvara, possano continuare a vivere e sperare in un mondo di pace e senza guerre».











