L’Associazione Culturale “BArock” presenta la nuova mostra personale dell’artista francese Benoît Barbagli, allestita all’interno dell’Appartamento Padronale di Palazzo Saluzzo Paesana (ingresso da Via della Consolata 1bis - Torino) da giovedì 7 aprile fino a sabato 21 maggio 2022

Con questa grande esposizione, intitolata “Nouvelle Vague”, le sale storiche abitate dai Marchesi di Saluzzo riaprono simbolicamente le loro porte dopo un'interruzione durata più di due anni, inaugurando la programmazione culturale dedicata alle celebrazioni del trecentenario del Palazzo, progettato nel 1715 ed inaugurato nel 1722 per volere del Conte Baldassarre Saluzzo di Paesana.

L'artista Benoît Barbagli, nato nel 1988 a Nizza e diplomato alla “École Nationale Supérieure d’Arts” di Villa Arson, è cresciuto all’interno di una famiglia da sempre attiva nel mondo dell’arte, che ha stimolato ed appoggiato la sua formazione espressiva fin dagli esordi nel 2011, anno a cui risale la sua prima performance - Concert Fluxus al MoMA di New York - insieme al nonno Ben Vautier. La tappa torinese è la decima personale dell'artista e rappresenta una carrellata su gran parte delle tematiche affrontate negli ultimi otto anni. La mostra descrive un inno alla vita e all’amore attraverso il linguaggio della Natura, oltre ad essere un manifesto della libertà espressiva dell’arte.

La mostra è costituita da 30 opere ed è suddivisa in due sezioni principali, in simbiosi tra loro. La prima raccoglie una serie di tele, per la maggior parte di grande formato, tra cui quattro trittici e un polittico, dipinti a carbone mediante una tecnica che mescola “Dripping, Action Painting e Land Art”, utilizzando differenti scenari naturali e selvaggi come “atelier” e facendo collaborare gli elementi della Natura. La seconda presenta una galleria di opere fotografiche a testimonianza di altrettante performance, che raccontano esperienze diverse, ma sempre in equilibrio tra Amore e Natura.

I grandi saloni di rappresentanza dell’Appartamento dei Marchesi di Saluzzo accolgono sulle loro grande pareti il ciclo “Ecotopìa”, grandi tele bianche dipinte con carbone nero attraverso una particolare tecnica capace di racchiudere i quattro elementi della natura: terra, fuoco, acqua e aria. Le opere traggono origine e ispirazione dalla scelta del luogo in cui nascono, che si manifesta sotto forma di “Genius Loc”i e che è presente in maniera differente in ciascuna opera: dalla foresta di Fontainebleau vicino Parigi, già scenario delle prime sperimentazioni degli Impressionisti, agli scogli di Cap Ferrat, su fino alla cima di Notre Dame d’Amirat e alle montagne sacre di Anapurna in Nepal. I luoghi scelti ospitano le diverse fasi della realizzazione, a partire dalla creazione del pigmento, ottenuto polverizzando il carbone di legnami raccolti negli stessi luoghi, come a rievocare antichi rituali pagani. Il pigmento miscelato con un fissante vegetale viene gettato sulle tele e poi “dipinto” tramite l’intervento degli agenti atmosferici, come le onde del mare e il soffio del vento, che lo spargono e diffondono, creando immagini astratte e uniche.

I boudoir e i salottini dell’Appartamento Padronale sono invece occupati dalla sezione fotografica della mostra. I 15 scatti selezionati appartengono a un insieme molto più vasto e tuttora in divenire, “10 ans d’amour”, che documenta l’ aspetto “romantico” dell’artista, così come avrebbero potuto intenderlo i poeti del 18mo secolo, ovvero la maniera in cui Benoît evoca il potere del mondo naturale, celebrandone la sua fragile bellezza. Tra i vari ambienti spicca la “wunderkammer” del Palazzo, un tempo sede delle collezioni di oggetti esotici e curiosi del Marchese di Saluzzo, dove sono esposti per la prima volta tutti insieme i “Saut Amoureux”, una serie di scatti fotografici realizzati a partire dal 2014 che documentano altrettanti “salti nel vuoto”, evocativi del più celebre “Saut dans le Vide” di Yves Klein del 1960 che idealmente ricollega l’opera di Benoît alla corrente del “Nouveau Réalisme”. Nell’incantevole Rade de Beaulieu situata in Costa Azzurra l’artista salta verso l'incognito protendendo verso il cielo, nello spazio di un istante, di volta in volta un oggetto diverso: un bouquet di fiori, uno strumento musicale, una fiaccola ad illuminare il buio della conoscenza, il frutto iconico dell'Arte da Andy Warhol a Cattelan.

Sparse nelle varie sale del percorso espositivo vengono infine presentate alcune sculture in resina.

Il Palazzo dei Marchesi Saluzzo di Paesana fu realizzato da Gian Giacomo Plantery fra il 1715 e il 1722 per volere di Baldassarre Saluzzo di Paesana ed è il più vasto ed articolato palazzo Nobiliare di Torino. L’Appartamento Padronale dei Saluzzo, che conserva ancora oggi arredi e decori settecenteschi tra cui spiccano le volte affrescate e le sovrapporte di Domenico Guidobono, è stato destinato a spazio per importanti eventi privati e aziendali.

INFO PRATICHE

Nouvelle Vague

Personale di Benoît Barbagli

Palazzo Saluzzo Paesana, Appartamento Padronale

Via della Consolata 1bis, Torino

7 aprile - 21 maggio 2022

Ingresso: libero

Orari: merc/sabato 16/19 o su appuntamento telefonando al numero 347 0103021

Galleria fotografica

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