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Nel ritmo serrato della vita urbana, tra semafori, piazze intasate e marciapiedi affollati, vive una città parallela che spesso sfugge allo sguardo: è quella fatta di insetti che si muovono tra le crepe dell’asfalto, di piante spontanee che resistono ai bordi delle strade, di uccelli che trovano rifugio tra tetti e alberi cittadini. Un ecosistema silenzioso ma sorprendentemente ricco, che aspetta solo di essere osservato con maggiore attenzione.

È da questa consapevolezza che prende forma la City Nature Challenge, la sfida internazionale che invita le città di tutto il mondo a documentare la propria biodiversità. Torino raccoglie la sfida e rilancia trasformando cittadini, curiosi e appassionati in veri e propri “esploratori urbani” per qualche giorno. Non servono competenze scientifiche, ma solo uno smartphone, un pizzico di curiosità e la voglia di guardarsi intorno con occhi nuovi.

A coordinare l’iniziativa è il Museo Regionale di Scienze Naturali, che ha dato il via alle iscrizioni per un fitto programma di attività gratuite. Fino al 24 aprile sarà possibile prenotarsi, mentre le iniziative si svolgeranno tra il 24 e il 27 dello stesso mese, offrendo a chiunque la possibilità di esplorare la biodiversità cittadina da una prospettiva completamente nuova.

L’idea è di fotografare o registrare suoni di piante, animali e funghi e caricarli su una piattaforma digitale, un piccolo gesto che nasconde un contributo concreto alla ricerca scientifica, perché ogni singola osservazione diventa un dato utile per monitorare la salute degli ecosistemi urbani. E non è tutto: Torino gareggia con metropoli di tutto il pianeta, accumulando punti a ogni segnalazione.

Il progetto si fonda su una rete solida e articolata che coinvolge università, enti di ricerca e associazioni naturalistiche. Tra i protagonisti figurano l’Università di Torino e quella del Piemonte Orientale, insieme a realtà come ISPRA, il Network Nazionale Biodiversità e numerose associazioni specializzate nello studio di insetti, rettili, licheni e uccelli.

Il cuore pulsante dell’iniziativa sarà il Parco Colonnetti, dove si concentrerà gran parte delle attività grazie anche al supporto della Fondazione di Mirafiori. Qui, il 26 aprile, la scienza incontrerà l’arte: gli Urban Sketchers torinesi racconteranno l’evento con matite e taccuini, donando uno sguardo creativo a paesaggi e specie osservate.

Ma la mappa degli appuntamenti si estende ben oltre. Ai Laghetti di Falchera, ad esempio, si potrà partecipare a una passeggiata dedicata all’osservazione degli uccelli, mentre sulla collina di Superga i partecipanti saranno guidati alla scoperta della flora spontanea, in un’area che celebra anche il decennale del riconoscimento UNESCO della CollinaPo come Riserva della Biosfera.

Per partecipare basta poco: iscriversi alle attività — in totale 22, tutte accompagnate da esperti — e scaricare l’app gratuita iNaturalist, lo strumento chiave per raccogliere e condividere i dati. I posti sono limitati, e per questo la prenotazione è obbligatoria.

C’è anche un piccolo incentivo in più: chi contribuirà con il maggior numero di osservazioni valide potrà ricevere premi come binocoli, cassette per pipistrelli, ingressi a musei e abbonamenti culturali.

Al di là della competizione e dei riconoscimenti, però, il vero valore dell’iniziativa sta nell’imparare che tra cemento e asfalto esiste un universo vivo che va protetto e rispettato.