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Prima di iniziare a ridere, mettiamoci per un attimo nei panni degli “Elohim”. Hanno impiegato 25mila anni per creare ogni forma di vita su questo pianeta, dal batterio alla burocrazia, dalla giraffa all'influencer, e quando finalmente decidono di tornare a vedere com'è andata, vorrebbero trovare un posto decente dove soggiornare.

Non è esagerato, quasi il minimo sindacale.

Ci sta pensando il “Movimento Raeliano Internazionale”, 130 mila adepti sparsi in 121 Paesi, che ha rilanciato la sua iniziativa più visionaria: costruire un'ambasciata ufficiale per accogliere gli extraterrestri.

Campagna attiva fino all'11 luglio, non a caso in coincidenza con l'uscita di “Disclosure Day”, il nuovo film di Steven Spielberg dedicato alla rivelazione dell'esistenza degli Ufo. I raeliani, però, Spielberg lo trovano carino ma insufficiente: il cinema è per chi non ha ancora capito che la cosa è seria e concreta.

La storia comincia con un francese su un vulcano. Era il 13 dicembre 1973 quando Claude Vorilhon, ex giornalista sportivo, ex pilota automobilistico, uomo dal curriculum aperto alle sorprese, si trovava nel cratere spento di Puy de Lassolas, in Alvernia, e ricevette la visita di un rappresentante della civiltà degli Elohim.

L'entità gli rivelò tutto: che la vita terrestre era il risultato di esperimenti di ingegneria genetica condotti da questa civiltà avanzatissima, che le religioni del mondo altro non erano che versioni distorte e romanzate di questa verità scientifica, e che lui, Vorilhon, era l'ultimo profeta incaricato di preparare l'umanità al grande ritorno.

Da quel giorno, Vorilhon si fa chiamare Raël, fonda il movimento che porta il suo nome e smette di fare il giornalista sportivo.

Il Movimento Raeliano si definisce “la più grande organizzazione atea no profit del mondo” e non considera gli Elohim divinità ma scienziati e hanno usato il Dna come noi usiamo PowerPoint: per creare, organizzare e impressionare.

Nel 2002, la “Clonaid”, la società collegata al movimento, annuncia di aver prodotto il primo clone umano, una bambina di nome Eve. L'annuncio fa il giro del mondo ma mentre la prova genetica non arrivò mai, l'attenzione mediatica è enorme.

Secondo il fondatore, gli Elohim torneranno sulla Terra entro il 2035, ma solo se noi lo vorremo davvero e sapremo dimostrarlo con i fatti. La richiesta, appunto, è la costruzione di un edificio diplomatico adeguato in territorio neutrale, con statuto di extraterritorialità e spazio aereo non sorvolabile.

Non dev’essere un palazzo principesco né una cattedrale, precisano, ma un edificio bello e funzionale, con tutte le comodità moderne. C'è già il progetto del ristorante, che gli stessi Elohim avrebbero richiesto a Raël durante uno dei loro incontri.

Daniel Turcotte, direttore esecutivo del progetto, spiega che l'ambasciata non avrebbe alcuna funzione militare o strategica, ma servirebbe come luogo pacifico di incontro tra l'umanità e i suoi “presunti artefici remoti”.

Un posto in cui accogliere gli ospiti siderali con dignità, rispetto e responsabilità, perché il protocollo intergalattico è ancora tutto da inventare, accidenti. L'alternativa, dice il movimento, è che il primo contatto avvenga con i capi di Stato nel pieno delle loro facoltà diplomatiche, con risultati immaginabili.

Il Paese che ospiterà l'ambasciata, assicura il movimento, riceverà in cambio la protezione degli Elohim e diventerà il centro spirituale e scientifico del pianeta per i millenni a venire. Un’offerta allettante, anche se ad oggi nessuno Stato ha ancora alzato la mano.

L'Italia conta circa 700 fedeli raeliani, concentrati nelle principali città, mentre la sede internazionale del movimento è in Québec.

Nel frattempo, il calendario prevede video informativi, presidi davanti ai cinema che proiettano Spielberg, eventi dal vivo e una conferenza online l'11 luglio. La mobilitazione punta a sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che il dibattito globale sugli “UAP” (Unidentified Aerial Phenomenon) e la desecretazione di documenti governativi rendono sempre meno improbabile un contatto con intelligenze extraterrestri.

Il punto, in effetti, non è del tutto campato in aria: agenzie governative di mezzo mondo stanno effettivamente parlando di questi fenomeni con crescente serietà, anche se nessuna ha ancora commissionato un ristorante.