Chiunque abbia mai affrontato un volo intercontinentale in “economy” conosce la coreografia: si chiude gli occhi, la testa scivola di lato, poi crolla in avanti, si riapre gli occhi, ci si riposiziona e si ricomincia da capo. Un ciclo che si ripete per ore, spezzato solo dal tentativo disperato di infilarsi al collo un cuscino a ferro di cavallo troppo ingombrante per stare comodo nello zaino e troppo morbido per servire davvero a qualcosa.
“Emirates” ha dichiarato guerra a questa tortura ideando “U-Dream”, un poggiatesta integrato nel sedile che promette di sostenere collo e testa senza bisogno di accessori portati da casa. Il dispositivo fa parte della poltrona “Z400”, sviluppata dalla francese “Safran Seats”, ed è dotato di due alette laterali imbottite e rivestite in pelle che si ripiegano verso l'interno fino ad avvolgere delicatamente la testa. Si regolano in otto posizioni, mentre altezza e inclinazione dell'intero poggiatesta si adattano alla statura del passeggero, così da funzionare tanto per chi supera il metro e novanta quanto per chi occupa a malapena il sedile.
La compagnia di Dubai rivendica un primato mondiale: sarebbe la prima a installare su vasta scala in classe economica un dispositivo di questo tipo, dopo aver superato le verifiche indipendenti richieste dall'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea.
Il presidente Tim Clark lo ha definito un cambiamento delle regole del gioco per chi vuole dormire a bordo, formula che suona meno esagerata di quanto sembri a chiunque abbia passato una notte intera su un volo con il collo piegato in angoli innaturali.
Ma Emirates non è la prima compagnia a interrogarsi sul sonno dei passeggeri più economici, la “Singapore Airlines” monta già da tempo un poggiatesta regolabile in sei direzioni, con due alette laterali che impediscono almeno la caduta di lato, installato sui Boeing 787-10 e su alcuni Airbus A350-900 delle rotte regionali. La differenza rispetto a U-Dream sta nel collo, che il sistema di Singapore non avvolge. Air New Zealand ha invece scelto una strada diversa, trasformando con il sistema “Skycouch” un'intera fila di sedili in una superficie quasi piana su cui distendersi, un'opzione a pagamento disponibile su alcuni Boeing 777-300ER e 787-9, più vicina a un divano che a un vero letto ma comunque rara nella classe più economica.
L'installazione di U-Dream è già completata su tre Airbus A350 della flotta Emirates, con l'obiettivo di equipaggiare tutti gli A350 entro la fine dell'anno e i nuovi Boeing 777X, di cui la compagnia ha ordinato 270 esemplari. Dal 2027 il poggiatesta arriverà anche sugli Airbus A380 e sui Boeing 777 interessati dal programma di rinnovamento degli interni, un'estensione che richiederà diversi anni prima di diventare uno standard su tutta la flotta.
Resta un dettaglio, l’unico poco piacevole: un poggiatesta in pelle condiviso da centinaia di passeggeri diversi solleva questioni igieniche piuttosto immediate, soprattutto su tratte estive e voli lunghi. Ma Emirates assicura che il dispositivo verrà igienizzato dopo ogni volo, mentre il personale di bordo sarà formato per spiegarne il funzionamento e la manutenzione ai passeggeri.
La scelta di puntare sull'economy segna comunque un'inversione di rotta rispetto alla tendenza degli ultimi anni, quando gran parte degli investimenti delle compagnie aeree si è concentrata su business e first class. Emirates ha deciso invece di intervenire su uno dei fastidi più diffusi e meno discussi del volo a lungo raggio, quello di non riuscire a dormire in una posizione decente.












