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Lingua che spunta storta, occhi sporgenti, muso solcato da rughe che raccontano più vita di quanta ne suggerisca l'età: con questo biglietto da visita, la carlina Jinny Lu ha conquistato per la seconda volta il titolo di cane più brutto del mondo, incoronata al “Sonoma County Fairgrounds” di Santa Rosa, in California, in occasione della cinquantesima edizione del concorso “World's Ugliest Dog”.

Per Jinny Lu non si tratta di un debutto fortunato ma del coronamento di una carriera già solida: dopo il trionfo del 2024, l'anno scorso si era dovuta accontentare del secondo gradino del podio, per un totale di quattro partecipazioni che la rendono ormai una veterana della categoria. A giudicare i nove concorrenti in gara è stata una giuria di tre persone, tra cui il corrispondente “NBC News” Gadi Schwartz, chiamata a valutare non solo l'aspetto ma anche la personalità dei cani e la reazione del pubblico durante l'esibizione sul palco.

Il verdetto ha premiato Jinny Lu e la sua proprietaria Michelle Grady con un assegno da 5mila dollari. Il secondo posto è andato a Pinky, un incrocio albino tra chihuahua e razze toy di piccola taglia, con enormi orecchie rosa, occhi di un azzurro acquoso e un passato complicato da una malattia della pelle affrontata durante la permanenza in un rifugio: alla sua prima partecipazione ha portato a casa 3mila dollari.

Sul terzo gradino è salito Otto, chihuahua di due anni originario dell'Oklahoma, nato con una fessura labio-palatale bilaterale che gli regala un sorriso permanentemente storto e, evidentemente, irresistibile agli occhi della giuria: per lui un premio di 2mila dollari.

Tra gli altri concorrenti in gara comparivano un bulldog francese dal prognatismo particolarmente pronunciato, un cane cinese a cresta con lingua storta e zampe posteriori deformate, un bassotto meticcio quasi completamente privo di pelo e Klara, arrivata dalla Polonia con un pelo arruffato e la testa perennemente inclinata di lato.

Dietro l'apparente ironia del format si nasconde la costanza dagli organizzatori lungo tutti i cinquant'anni di storia della manifestazione: non prendere in giro i cani esteticamente meno fortunati, ma trasformarne le imperfezioni in un argomento a favore dell'adozione, dimostrando che l'unicità, anche quando sconfina nell'eccentrico, può diventare un motivo di affetto anziché di rifiuto.

Molti dei concorrenti arrivano proprio da rifugi e percorsi di salvataggio, e la storia di Jinny Lu ne è l'esempio. La carlina proviene infatti dalle montagne della Corea del Sud, da cui è stata sottratta al commercio di carne di cane grazie all'intervento di due associazioni californiane, “Pug Rescue of Korea” di Long Beach e “Pug Hotel, Senior Pug Sanctuary” di Rohnert Park. Adottata quattro anni fa da Michelle Grady, oggi vive a Ukiah, in California, e si è ritagliata un ruolo che va ben oltre quello di semplice animale domestico: visita regolarmente scuole elementari e centri specializzati nella cura di disturbi cognitivi e della memoria, diventando una sorta di ambasciatrice a quattro zampe delle adozioni consapevoli.

Ma il titolo porta in dote anche i più classici riflessi da celebrità istantanea: il musetto di Jinny Lu finirà su una lattina in edizione limitata di “MUG Root Beer”, sponsor del concorso, mentre lei e la sua proprietaria hanno già volato a New York per un'apparizione al programma mattutino “TODAY” della NBC.

Camminando per le strade della città, secondo il racconto della stessa Grady, la cagnolina sarebbe già stata riconosciuta da alcuni passanti: un piccolo assaggio di celebrità che si aggiunge a una partecipazione già registrata in uno spettacolo di Broadway.