Mentre gli smartphone permettono di portarsi in tasca intere discografie e i servizi di streaming continuano a spingere l'industria musicale verso il tutto digitale, in Giappone qualcuno ha deciso di scommettere nuovamente su un rettangolo di plastica con due rocchetti dentro.
Disk Union e Maxell hanno annunciato una nuova edizione delle storiche musicassette della serie “UD”, ribattezzata “UD-60U”, in vendita dal 21 agosto.
Il prodotto appartiene alla categoria delle cassette “Type I”, basate su un supporto magnetico a ossido di ferro, la formulazione più economica e diffusa tra quelle disponibili negli anni Settanta e Ottanta, superata in prestazioni dalle più costose “Type II” al cromo e dalle “Type IV” metalliche, generalmente preferite per la registrazione musicale ad alta fedeltà.
Proprio per questa ragione, il nastro ferrico della UD-60U risulta particolarmente indicato per l'archiviazione di dati provenienti da personal computer a 8-bit dell'epoca, più che per incisioni audio di qualità elevata: un dettaglio che la rende un oggetto ambito tanto dai collezionisti di musica quanto dagli appassionati di retrocomputing, alle prese con vecchi “Commodore 64” e “VIC-20” dotati di registratore a cassette.
Il ritorno della serie UD non è una novità assoluta. Il rilancio del marchio era iniziato nel 2016, quando Maxell aveva reintrodotto sul mercato alcune cassette in confezioni dal design volutamente retrò. Lo scorso anno la collaborazione con Disk Union aveva già prodotto un primo lotto, la “UD-60°”, accolto secondo il comunicato delle due aziende con un riscontro particolarmente positivo tra gli acquirenti, tanto da giustificare questa nuova edizione a distanza di pochi mesi.
Nel comunicato diffuso per l'occasione, Disk Union ha ricordato come lo scambio di musicassette rappresentasse un tempo un modo importante per condividere musica e cultura prima dell'era della condivisione digitale, sottolineando come il prodotto punti a suscitare nostalgia in chi è cresciuto con la serie UD originale e, allo stesso tempo, offrire alle generazioni più giovani un'esperienza del tutto nuova.
Dal punto di vista estetico, la UD-60U mantiene la caratteristica combinazione cromatica rosso e nero, con il nastro che gioca visivamente sulle sigle UD, acronimo di Ultra Dynamic, e DU, iniziali di Disk Union, in un piccolo omaggio incrociato tra il retaggio storico del marchio e il partner che ne cura oggi la distribuzione.
Le cassette originali della serie, lanciate per la prima volta nel 1970, sono considerate ancora oggi tra i prodotti più iconici della storia dell'audio analogico, al pari di rivali storiche come le “TDK SD” e le “Sony HF”.
Sul fronte prezzi, la cassetta da 60 minuti viene proposta a 990 yen, circa 6,25 dollari o poco più di 5 euro al cambio attuale, mentre una confezione da tre unità costa 2.900 yen, equivalenti a circa 18,28 dollari.
Per il momento la commercializzazione resta limitata al mercato giapponese, attraverso i negozi Disk Union e il canale di vendita online, senza indicazioni ufficiali su un'eventuale espansione verso i mercati occidentali, dove però la domanda di supporti audio analogici è tutt'altro che sopita.
Il lancio della UD-60U si inserisce in un momento più ampio di riscoperta del vintage tecnologico, alimentato dallo stesso Maxell anche su altri fronti: l'azienda ha di recente aggiornato la propria linea di walkman portatili aggiungendo tecnologie contemporanee come Bluetooth e porta USB-C, mentre sul mercato sono comparsi anche nuovi lettori musicali tascabili in stile iPod, pensati per intercettare la stessa fascia di pubblico nostalgico.
Un trend che, tra dischi in vinile tornati stabilmente nelle classifiche di vendita e cassette rispolverate dal fondo dei cassetti, sembra confermare come il digitale, per quanto comodo, non sia riuscito a spegnere del tutto il fascino del supporto fisico da maneggiare, riavvolgere e, perché no, incepparsi di tanto in tanto.











