Galleria fotografica

A volte bastano due giorni, per far nascere e morire una riforma. Le tre restrizioni per gli automobilisti over 85 di cui si parlava ieri, niente autostrada, alcol a zero e un raggio massimo di 100 km da casa, non finiranno nel testo del nuovo Codice della strada. A dirlo è una nota diffusa oggi dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che smentisce punto per punto le indiscrezioni circolate e spiega come la cancellazione sia arrivata su richiesta diretta del ministro Salvini.

Le tre limitazioni in questione avevano un nome e un cognome ben preciso: il codice 62, che avrebbe confinato la guida entro 100 km dalla residenza, il 67, che avrebbe vietato l'accesso alle autostrade e il codice 68, che avrebbe imposto la tolleranza zero sull'alcol, lo stesso limite già in vigore oggi per chi ha preso la patente da meno di tre anni.

Tutte e tre sarebbero dovute scattare in automatico al momento del rinnovo, se effettuato dal medico di autoscuole, agenzie pratiche o Asl. Con la cancellazione, cade a cascata anche l'alternativa della Commissione medica locale, che avrebbe dovuto valutare caso per caso se attenuarle: semplicemente, non ci sarà più nulla da valutare.

Secondo il comunicato ministeriale, le disposizioni sarebbero state “da tempo espunte” dalle norme di comportamento del Titolo II per non penalizzare questa fascia d'età, e lo stesso riferimento sparirà anche dalla Tabella del Titolo V, il documento tecnico dove per errore o per inerzia era rimasto.

Un dettaglio che lascia intendere come la retromarcia fosse già decisa e semplicemente non ancora resa pubblica quando le prime bozze hanno iniziato a circolare sui giornali.

Qualcosa, in ogni caso, resta in piedi. Il ministero conferma l'introduzione di visite mediche più accurate per gli over 85, senza però specificare ancora in cosa consisteranno concretamente, e conferma anche l'inasprimento delle regole sull'uso dello smartphone alla guida, stavolta esteso pure ai pedoni che attraversano la strada con il telefono in mano. Resta invece ammesso l'uso di vivavoce e auricolare, purché non interferiscano con le norme di sicurezza.

La giornata non porta soltanto questa giravolta. Nelle stesse ore Salvini ha fatto marcia indietro anche su un'altra misura contestata, quella che avrebbe reso obbligatoria la PEC per immatricolare un'auto nuova, revisionare il proprio veicolo o completare un passaggio di proprietà.

Due proposte, due smentite nello spazio di poche ore: il sospetto è che il tavolo di consultazione aperto dal ministero stia funzionando da filtro per intercettare le misure meno digeribili prima che arrivino sul testo definitivo.

La proposta accantonata non era nata per caso. Il tema degli automobilisti anziani era tornato d'attualità dopo alcuni incidenti recenti, incluso il caso di un uomo di 83 anni che lo scorso febbraio aveva percorso cinque chilometri contromano sulla A28 prima di essere bloccato da un agente salito in corsa sulla sua vettura.

A questo si aggiungono i dati Aci-Istat sul 2024, secondo cui la fascia 85-89 anni registra il tasso di mortalità stradale più alto in Italia, 103,8 vittime per milione di abitanti, sopra ai ventenni. Un numero che però va maneggiato con cura perché misura la mortalità sulla popolazione più che le responsabilità negli incidenti, e buona parte delle vittime anziane sono pedoni investiti, non conducenti al volante.

Alla fine, per chi si appresta a rinnovare la patente, cambia meno di quanto sembrasse ventiquattr'ore fa. Lo schema resta quello di sempre, dieci anni di validità fino ai 50, cinque fino ai 70, tre fino agli 80, due dopo gli 80, con l'unica new entry rappresentata da controlli sanitari più accurati i cui dettagli restano ancora da scrivere. Le associazioni di categoria hanno tempo fino al 13 settembre per far pervenire osservazioni sul resto della riforma, mentre il testo definitivo del nuovo Codice della strada è atteso entro il 14 ottobre.