Dopo un'estate passata a contare le punture lungo tutto il corpo, la notizia che arriva dalla Cina suona quasi come una piccola vendetta collettiva: un dispositivo laser capace di individuare e abbattere le zanzare in volo è entrato ufficialmente in produzione di massa, con le prime spedizioni già partite verso gli acquirenti che lo avevano finanziato su Indiegogo.
Il sistema, sviluppato dalla società “Photon Matrix Lab” con sede a Changzhou, combina tre tecnologie che fino a poco tempo fa sarebbe stato più facile associare a un film di fantascienza che a un accessorio da balcone: il “LiDAR”, lo stesso scanner tridimensionale impiegato negli smartphone e nei veicoli a guida autonoma, un radar a onde millimetriche e un sistema di visione artificiale basato sull'intelligenza artificiale.
Insieme, questi tre elementi permettono al dispositivo di identificare zanzare e insetti volanti di dimensioni simili, per poi colpirli con un impulso laser di precisione mentre sono ancora in volo, in una frazione di secondo.
Il produttore dichiara una capacità di intervento fino a trenta zanzare al secondo, su bersagli compresi tra i due e i venti millimetri e con una velocità massima di volo di un metro al secondo, il tutto restando, secondo l'azienda, sicuro per persone e animali domestici.
Il dispositivo è disponibile in due versioni, a infrarossi e a laser blu, entrambe vendute direttamente attraverso il negozio online del produttore.
Photon Matrix non è la prima azienda a puntare su questo tipo di tecnologia, ma adotta un approccio più radicale rispetto alla concorrenza. In Israele, la “Bzigo” commercializza da tempo “Iris”, un dispositivo da 299 dollari che utilizza visione artificiale e sensori a infrarossi per localizzare le zanzare e segnalarne la posizione con un laser a bassa intensità, lasciando però all'utente il compito di eliminarle fisicamente.
Il sistema cinese, al contrario, punta sulla completa automazione del processo, dalla localizzazione all'eliminazione, senza alcun intervento umano. I dati dichiarati dall'azienda non sono ancora stati verificati in modo indipendente, e la stessa Photon Matrix ha annunciato che ulteriori test e informazioni sulla sicurezza saranno resi noti nei prossimi mesi.
Il lancio si inserisce in un momento di forte espansione per l'intero settore cinese della lotta alle zanzare. Solo la città di Jinhua, nella provincia dello Zhejiang, ha esportato nella prima metà del 2025 prodotti repellenti per un valore superiore ai 45 milioni di yuan, circa 6,7 milioni di dollari, con una crescita del 65% rispetto all'anno precedente, mentre le stime di settore valutano il mercato complessivo della lotta alle zanzare in Cina a quasi 7,9 miliardi di yuan nel 2025, con proiezioni che parlano di un quasi raddoppio entro il 2030.
Oltre a zampironi, vaporizzatori e trappole tradizionali, le aziende cinesi hanno già sperimentato soluzioni automatizzate su larga scala: durante i Giochi Asiatici di Hangzhou del 2023 venne installata nel villaggio degli atleti una trappola automatica capace di attirare gli insetti simulando calore corporeo e respiro umano prima di catturarli o distruggerli, insieme a robot che utilizzavano anidride carbonica e luce ultravioletta come esca.
In Italia, e in particolare in Piemonte, la battaglia contro le zanzare procede su un binario decisamente più tradizionale, anche se non meno organizzato. La Regione porta avanti ogni anno un piano di sorveglianza affidato a Ipla, l'Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente, finanziato con circa 2,5 milioni di euro, che nel 2026 coinvolge oltre 200 Comuni aderenti al progetto regionale.
Il sistema di monitoraggio si basa su circa 180 trappole per zanzare adulte distribuite sul territorio e una rete di circa 1.300 ovitrappole dedicate al controllo della zanzara tigre, oltre a sorvegliare aeroporti e principali snodi logistici come possibili punti di ingresso per nuove specie invasive.
La collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta permette inoltre di monitorare la circolazione dei virus West Nile e Usutu, entrambi trasmissibili dalle punture di zanzara. Una legge regionale specifica, la 75 del 1995, sostiene inoltre con un cofinanziamento del 50% i Comuni che presentano progetti di lotta alle zanzare a basso impatto ambientale e con un impianto prevalentemente biologico.
Che la tecnologia arrivata da Changzhou riesca davvero a sostituire zampironi e zanzariere, o resti piuttosto una curiosità hi-tech per pochi appassionati, lo si capirà solo quando le prime unità cominceranno a essere testate fuori dai laboratori, magari proprio su qualche balcone italiano.












