Il cartello con il numero massimo di persone trasportabili, quello che tutti fissano per un istante prima di decidere se salire o aspettare il giro successivo, potrebbe raccontare una realtà ferma a più di vent'anni fa. Secondo uno studio presentato al Congresso europeo sull'obesità di Istanbul, i produttori di ascensori avrebbero smesso di aggiornare le stime sul peso medio dei passeggeri proprio mentre la popolazione continuava a diventare più pesante.
A firmare l'analisi è Nick Finer, presidente dell'Organizzazione internazionale Sindrome di Prader Willi e docente di Medicina allo University College London, secondo cui servirebbe un aggiornamento urgente sia dei sistemi di calcolo della portata sia della segnaletica di sicurezza a bordo cabina.
La sua ricerca ha preso in esame 112 ascensori installati in Europa occidentale, tra Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Austria e Finlandia, prodotti da 21 aziende diverse tra il 1970 e il 2024, incrociando i dati con l'andamento del peso medio della popolazione tra il 2000 e il 2024.
Il quadretto che emerge racconta due epoche completamente diverse. Tra il 1972 e il 2002 la portata media stimata per passeggero è salita in modo consistente, passando da 55 a 91,7 kg, un adeguamento che rifletteva fedelmente l'aumento del peso medio della popolazione registrato in quegli anni.
Negli anni Novanta, in particolare, la capacità individuale prevista dagli ascensori superava già le medie reali della popolazione, arrivando a circa 80 kg contro i 76 rilevati tra gli utenti. Dal 2002 in poi, però, qualcosa si è inceppato: il peso medio presunto dai produttori è rimasto fermo a 75, mentre quello reale della popolazione ha continuato a salire fino a 79.
La spiegazione di questo scollamento, secondo Finer, va cercata in un cambio di metodo nel calcolo delle capacità. I produttori sono passati progressivamente da un criterio basato sul peso a uno basato sulla superficie calpestabile della cabina, un sistema che dovrebbe garantire più spazio personale e maggiore comfort ai passeggeri. Il problema è che questo passaggio non avrebbe tenuto il passo con le tendenze di lungo periodo legate all'aumento della circonferenza media della vita e, più in generale, alla forma del corpo, nonostante esistano dati piuttosto solidi su questi cambiamenti.
Detto in altri termini, gli ascensori di oggi calcolano quante persone possono stare fisicamente in piedi in una determinata area, ma non aggiornano più da tempo l'ipotesi su quanto pesi, in media, chi ci sale. Una discrepanza che, secondo Finer, meriterebbe una revisione delle normative tecniche prima ancora che diventi un problema di sicurezza reale.
Lo stesso autore invita alla cautela nell'interpretare i risultati. Lo studio ha natura descrittiva e si basa su un campione relativamente ridotto di ascensori, limiti che rendono necessarie ricerche più ampie prima di poter tradurre le osservazioni in nuove linee guida vincolanti per il settore. Nell’attesa, il prossimo cartello con il numero massimo di persone consentite potrebbe valere la pena guardarlo con un po' più di attenzione.











