Mercoledì 22 e giovedì 23 aprile, per due giorni interi Torino piega strade, parchi e autobus attorno a un’idea: leggere. Torino che legge... compie dieci anni che celebra con un programma difficile raccontare in poche righe, perché sfugge a qualsiasi schema: ci sono tavole rotonde e pedalate, firmacopie e concerti jazz, biblioteche di quartiere e bocciofili trasformati in salotti letterari.
La manifestazione è nata per accompagnare la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore, istituita dall'UNESCO, e negli anni ha saputo crescere come festa diffusa tra librerie indipendenti, biblioteche civiche, associazioni culturali e scuole. Un modello di festival che scommette sulla qualità degli incontri piuttosto che sui grandi nomi a effetto e oggi si inserisce anche nel percorso che porta Torino alla candidatura a Capitale europea della Cultura 2033.
Il filo rosso della decima edizione è dedicato alle librerie: la Città di Torino lancia in parallelo la prima campagna di pensata espressamente per loro, nell'ambito del programma Torino compra vicino, in collaborazione con Biblioteche civiche, Ascom e Confesercenti, con il sostegno della Camera di commercio.
Una scelta che arriva in un momento non semplice per il settore: le librerie indipendenti continuano a fare i conti con la concorrenza delle grandi piattaforme online, l'aumento dei costi di gestione e i cambiamenti nelle abitudini di acquisto. Eppure sopravvivono, e in molti casi prosperano, perché offrono qualcosa che nessun algoritmo riesce ancora a replicare: la conversazione con il libraio.
Il primo appuntamento ufficiale è fissato per mercoledì 22 aprile alle 17, alla Biblioteca Calvino di lungo Dora Agrigento. Si intitola “Librerie in movimento”: intorno al tavolo si siederanno editori, librai, bibliotecari e osservatori del settore, da Giuseppe Civati di People edizioni a Cecilia Ricciarelli, libraia a Barcellona, passando per Giorgio Gizzi, che dirige la rivista Risguardi, e Maddalena Fossombroni della libreria Todo modo di Firenze, per ragionare su come stia cambiando un mestiere antico in un mondo che cambia velocemente.
Mentre il centro raccoglie gli ospiti, le periferie ricevono i Bibliobus. Per entrambe le giornate, i furgoni della Città di Torino si spostano nei quartieri con letture e attività dedicate alla memoria e il dialogo. L'iniziativa, “Leggere l'Europa”, è il modo in cui la manifestazione prova a non restare chiusa nel recinto di chi frequenta già librerie e biblioteche e ha già deciso che i libri sono importanti.
Portare storie e letture dove le persone vivono, spiega che la cultura non è un privilegio di chi abita certi quartieri o frequenta gli ambienti giusti, ma un bene comune che deve muoversi verso le persone.
Stesso spirito per “Bici e Libri”, la pedalata collettiva in programma mercoledì 22 con partenza da piazza Carlo Emanuele II alle 18:30.
Il cuore della manifestazione batte al Parco Crescenzio e alla bocciofila Vanchiglietta, dove per due serate va in scena “Lido Dora Vanchiglietta Adagio Edition”, presentazioni di libri, bookcrossing e letture al tramonto. Il bookcrossing, in particolare, è uno di quegli esperimenti che funzionano: si lascia un libro, se ne prende un altro e nel giro di qualche ora una piccola biblioteca temporanea prende forma dal nulla.
Giovedì 23, alle 19, la bocciofila accoglie il concerto del Torino Jazz Festival intitolato “La Beat Generation!”, con il Lodati & Cangini Duo che intreccia musica e parola poetica evocando Ginsberg, Kerouac, Ferlinghetti.
Giovedì 23 aprile, la Giornata Internazionale del Libro, chi acquisterà un volume nelle librerie aderenti tornerà a casa con una rosa. L'iniziativa “Un libro e una rosa per Sant Jordi” è organizzata in collaborazione con la Delegazione in Italia del Governo della Catalogna, e si lega alla tradizione barcellonese che da decenni trasforma il giorno di San Giorgio in una festa popolare fatta di libri e fiori scambiati per strada. A Barcellona, il 23 aprile, le Ramblas si riempiono di bancarelle e la gente cammina con un libro sotto un braccio e una rosa nell'altro.
Sempre giovedì, alle 18, scatta “Io vado in libreria”: lettori e lettrici sono invitati a portare con sé un libro scoperto grazie al consiglio del proprio libraio di fiducia, per condividerlo e raccogliere nuovi suggerimenti.
Il programma degli incontri è lungo, con oltre 100 ospiti che coprono un territorio tematico ampio. Ci sono romanzi e saggi di attualità, narrativa italiana e straniera, memoir e libri per ragazzi, poesia e cinema.
Tra i nomi: Elena Varvello con La vita sempre (Guanda), Ilaria Rossetti con Qualcuno da odiare (Guanda), Elena Granata con La città è di tutti (Einaudi), Andreea Simionel con La ragazza d'aria (Rizzoli). Dalla Catalogna arriva Gemma Ruiz Palà con Le nostre madri (Voland), a costruire un ideale ponte con la tradizione di Sant Jordi. Ed Winters porta invece la sua riflessione su Come diventare e restare vegan (Sonda), mentre Davide Mattiello racconta L'antifascista geniale in un libro edito da Marotta e Cafiero.
C'è spazio per la storia locale, con Lorenza Faccioli e i suoi Segreti sepolti sulla collina torinese, e per lo sguardo sul mondo, con Paolo Calvino e Giorgio Enrico Bena che portano Groenlandia e altri ghiacci, viaggio nell'Artico tra passato e presente. C'è un'incursione nel cinema con Giampiero Frasca e il suo Schermi del Novecento (Lindau), e un omaggio alla canzone d'autore con Giovanni Straniero, accompagnato dal cantautore Federico Sirianni e dall'attrice Cristiana Voglino.
In mezzo anche libri che parlano di attualità: Maurizio Bonino e Valentina Drago con Omeocrazia (Altre Voci), Paola Cereda con L'unico finale possibile (Bollati Boringhieri), Michela Monti con i suoi romanzi per Mondadori.
Sul sito ufficiale, torinochelegge.it, è disponibile anche una bibliografia selezionata con titoli di attualità, filosofia, letteratura e poesia: più che un catalogo una lista di consigli.










