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di Giorgio Cortese

Era arrivata l’estate, quella vera: il profumo dell’erba tagliata, il rumore dei piatti sul tavolo, le luci accese in giardino e la famiglia riunita sotto il cielo caldo della sera. Tutto sembrava perfetto… finché non arrivò il solito concerto.

Zzz… zzz… zzz…

Le zanzare erano puntuali come ospiti indesiderati a una festa. Giravano intorno alle sedie, alle lampade e soprattutto alle nostre gambe.

«Mamma, mi hanno già punto tre volte!» protestò Luca, guardandosi il braccio.

«Tre volte? Io ne conto almeno cinque!» rispose la nonna ridendo. «Queste zanzare hanno scelto proprio il nostro giardino come ristorante.»

Papà agitò la mano per scacciarne una.

«Questa sera non ci rovineranno la cena. Abbiamo un piano!»

«Quale piano?» chiese la mamma sorridendo. «L’anno scorso abbiamo provato tutto: citronella, spray, candele… sembrava una profumeria più che un giardino.»

Prima provammo con la citronella, sperando nella forza della natura. Poi arrivarono gli spray e le creme repellenti, simbolo della fiducia nella tecnologia. Ma le zanzare sembravano conoscere ogni strategia.

Il piccolo Matteo guardò verso il tavolo: «Secondo me loro hanno paura solo di una cosa…»

«Di cosa?» chiesero tutti.

Lui indicò un cassetto: «Dello zampirone!»

Dal cassetto uscì il protagonista della serata. Papà lo prese con aria importante: «Ecco il nostro difensore ufficiale del giardino.»

«Sembra una semplice spirale verde» disse la mamma.

«Le cose semplici spesso sono le più efficaci» rispose il nonno, mentre aiutava ad accenderlo.

Appena acceso, lo zampirone iniziò a fumare lentamente, disegnando nell’aria una sottile nuvola profumata. Quel piccolo oggetto sembrava quasi avere una missione: proteggere la famiglia e permettere a tutti di godersi la serata.

«Guardate, funziona!» disse Luca. «Le zanzare stanno scappando!»

La nonna rise.

«Non cantare vittoria troppo presto. Le zanzare sono più intelligenti di quanto pensiamo.»

Il giardino diventò un luogo di equilibrio: noi da una parte, le zanzare dall’altra. Nessuna guerra definitiva, solo una piccola tregua estiva.

Mentre la spirale bruciava, iniziarono i racconti. Il nonno spiegò:

«Sapete che questo oggetto ha una storia lunga? È nato dall’idea di trovare un modo semplice per difendersi dagli insetti. La sua forma a spirale permette di farlo durare più a lungo.»

«Quindi è un’invenzione antica?» chiese Matteo.

«Sì, ma ancora utile oggi» rispose il nonno. «A volte le idee migliori sono quelle che resistono nel tempo.»

La serata continuò tra risate, racconti e qualche piccola battaglia.

«Papà, attento! Dietro di te!» gridò Luca.

Papà si girò velocemente: «Dove?»

«Era una foglia!» disse il bambino scoppiando a ridere.

Tutti risero. Anche la nonna, che aggiunse:

«Forse questa sera le zanzare hanno vinto qualche punto sulla paura, ma noi abbiamo vinto la serata.»

La notte avanzava, il cielo diventava più scuro e il giardino più silenzioso. Restava solo quel piccolo punto rosso acceso dello zampirone, come una lucciola artificiale.

Poi, all’improvviso…Puff! La spirale era finita.

Per qualche secondo ci fu silenzio.

Poi arrivò il primo: Zzz… zzz…

«Ecco, sono tornate!» disse la mamma ridendo.