Eccolo dopo mesi di propaganda è uscito il film Tolo, Tolo, un film che farà dividere sicuramente la politica e che mette a nudo con finta ingenuità vizi e poco pregi di noi italioti. Non ho la pretesa di recensirlo ma già la trama è intrigante con il protagonista che dopo aver fallito il suo sogno commerciale nel patrio suolo fugge dai debitori e pignoramenti in Africa e li sembra rifarsi una vita, ma lo scoppio di una guerra lo costringe a fuggire senza l’aiuto di nessun italiano.
 
Da fuggiasco deve compiere il viaggio come quello che compiono da anni ormai migliaia di africani con l’attraversamento del deserto, arrivare in Libia, con tutti i rischi connessi e poi prendere il barcone e… trovare i porti chiusi. Insomma il viaggio della speranza per i profughi del Quarto Mondo e la vita che affrontano rispetto a noi pur in crisi nell’opulento Occidente. Qui è interessante il ripetuto tormentone sui medicinali e sui cosmetici, per intenderci la crema all'acido ialuronico, per facrci capire in quanti sono banali problemi nell’Italico Stivale e dove ci perdiamo e quante cose diamo per scontate, problemi che chi è veramente povero nemmeno conosce.
 
Si ride amaro, ma è così  anche quando il protagonista spiega ai suoi compagni di sventura africani che noi italiani abbiamo tutti il germe del fascismo dentro e con lo stress viene fuori. Come un novello Candito mantiene il suo solito sguardo da finto innocente sui problemi attuali per scardinarne i pregiudizi. Un film che farà discutere e magari aprire gli occhi sui nostri vizi molte volte nascosti da un falso buonismo ed un ottuso decisionismo. (Blog di Giorgio Cortese)

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