Eccoci qua, la cosiddetta emergenza Coronavirus continua ad emettere i suoi tristi aggiornamenti nonostante pare siamo passati alla fase due. Peccato che il virus non sia stato informato. Leggo sui media di affermazioni negazioniste, che adesso vanno per la maggiore dopo l’epopea dei giudici con Mani Pulite e gli eletti dal Popolo stanno nell’angolo timorosi di prendere decisioni ma creando sottocomitati dei comitati. Come detto non sono né esperto né tuttologo terrapiattista ma per rispetto dei morti che abbiamo avuto e del dolore delle famiglie basta parole! 

Di parole se ne sentono troppe molte ma i fatti stanno a zero, con le chiacchiere qualsiasi misura va bene,  e cosi diamo prova di italiana inettitudine perdendoci  in cavilli burocratici e polemiche politiche da pollaio. Penso sia ora di fare e parlare di meno per dare valore nei fatti alla salute di tutti noi, ad un nuovo modo di confrontarci ed a una nuova stagione di umana convivenza tra di noi. Adesso non mi interessa di chi è la colpa, se potevano fare qualcosa prima o se è stato fatto tutto bene. 

Adesso per rispetto delle famiglie che hanno avuto dei lutti e di quei morti per la maggior parte anziani che lasciando questa terra hanno lasciato un grande vuoto della loro tradizione, è ora di fare e non inutili chiacchiere. Basta con i due tormentoni di questo interminabile momento: “#iorestoacasa” e “#andràtuttobene” ora servono fatti concreti, la pazienza e la sopportazione degli italiani hanno un limite e non solo la visibilità di qualche politico del momento. (blog di Giorgio Cortese)

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