Delusione e un po' di rabbia. Doverosa, inevitabile. E' quanto ha suscitato la trasmissione dell'altra sera su Rai Uno che ha visto protagonista il colle del Nivolet. Nemmeno un accenno al versante piemontese del Parco, nemmeno l'ammissione che, il bellissimo colle, si raggiunge (in auto, in bici o in bus) passando dal Canavese, in particolare da Ceresole Reale. Pazienza. Del resto, va sottolineato, la trasmissione era «Meraviglie - Valle d'Aosta». Non «Meraviglie - Piemonte» (o Canavese). E il Nivolet, nota geografica doverosa, si raggiunge facilmente dal versante piemontese ma sta per intero in Valle d'Aosta.

La delusione per la trasmissione di Alberto Angela, che almeno qualche riferimento alla «nostra» parte di Parco avrebbe potuto farla (e grazie al campione olimpico Desalu che ha raccontato le sue vacanze a Ceresole), offre uno spunto di riflessione notevole per chi, in questo territorio, si riempie la bocca di turismo, ricettività, promozione del territorio. 

Trasmissioni come quelle dell'altra sera non si muovono «a caso». Spesso le segnalazioni per i servizi, le location, le storie da raccontare passano per sponsorizzazioni più o meno onerose. Fuori dalla tv, per citare un esempio tanto a caro a noi canavesani, il Giro d'Italia nel 2022 partirà da Rivarolo perchè i promotori della Tappa hanno assicurato il pagamanento del dovuto (circa 70 mila euro). Diversamente la tappa per Cogne (di nuovo in Valle d'Aosta... che ne spenderà 150 mila per l'arrivo) sarebbe partita altrove.

Ecco, la trasmissione Rai dell'altra sera muove troupe, sceneggiatori, presentatori e tecnici seguendo canali di sponsorizzazione. In questo caso della Regione Valle d'Aosta. E non c'è proprio nulla di strano. Caso mai, giova ricordare che nel nostro territorio, da questo punto di vista (se si fa eccezione proprio per il Giro d'Italia e pochissimi altri eventi) poco o nulla si è mai mosso. Molto spesso, enti locali e affini, preferiscono la politica del «gratis è bello», con risultati a volte imbarazzanti e spesso scadenti. La promozione di un territorio a livelli come si deve, se proprio si vuole investire in turismo, va fatta aprendo il portafoglio. Altrove se ne sono accorti decenni fa...

Speriamo che la delusione per la trasmissione di Alberto Angela, ben palesata sui social da centinaia di canavesani, provochi qualche «moto d'orgoglio» in chi ha in mano i cordoni della borsa. Diversamente c'è da rassegnarsi: continueremo a veder promossi i territori altrui... magari anche meno belli del nostro... (dal blog del direttore Alessandro Previati)

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