CINTANO - Oltre 527mila studenti italiani hanno affrontato la maturità 2026. La prima prova è stata giovedì 18 giugno con lo scritto d’italiano, seguita il giorno dopo da quella, cosiddetta, d’indirizzo. L’esame ha cambiato formula, ma sogni, paure e speranze dei ragazzi e ragazze che si sono trovati a fare i conti con questo classico rito di passaggio sono rimasti immutati. Tra chi lo ha superato brillantemente c'è la canavesana, Gaia Giacoletto, che vive a Cintano.
Nata l'otto aprile del 2009, la studentessa del liceo Botta di Ivrea, con i suoi 17 anni, è probabilmente la più giovane diplomata d'Italia. Gaia, che ha iniziato le elementari un anno prima, ha potuto essere ammessa all’esame di maturità grazie all’abbreviazione per merito avendo ottenuto una media di 8/10 per ogni anno del biennio e del terzo anno, e almeno 7/10 in tutte le materie nei due anni precedenti. E' stata bravissima anche alla maturità, concludendo il suo percorso con una valutazione di 96/100.
Come è stata, citando la celebre canzone, la «Notte prima degli esami»? Come hai vissuto l'avvicinamento alla maturità e come è andata la prova? Te l'aspettavi così? «La celebre “Notte prima degli esami” é stata vissuta da me in un modo diverso rispetto a tutti i ragazzi e le ragazze che hanno affrontato l’esame di Maturità quest’anno - ci racconta Gaia - Sono stata forse più vicina a coloro che sono stati per questi anni i miei compagni di classe, anche se molti dei ragazzi della quinta a cui sono stata assegnata per l’esame sono stati comprensivi e di supporto. L’Esame di per sé non é stato diverso da ciò che mi aspettassi, anche se le paure erano moltiplicate dal fatto che ci tenessi particolarmente per l’impegno che avevo profuso nel corso di tutto l’anno, data la grande mole di studio da inserire in aggiunta a quello di quarta liceo».
Come ti senti dopo aver raggiunto questo traguardo? «Dopo aver raggiunto questo obiettivo, o anche solo per averci provato, mi sento soddisfatta di aver dimostrato, soprattutto a me stessa, dove posso arrivare grazie a impegno e dedizione. In questo momento mi godo il mio riposo estivo, per poi ricominciare all’università con grinta».
Quali ricordi ti resteranno di questi anni di Liceo? Quali sono state le materie che ti hanno appassionata di più? «Ho sicuramente dei buoni ricordi di questo liceo, decisamente impegnativo ma che permette di unire vite diverse attraverso le ansie che caratterizzano la vita di noi giovani studenti. Per quanto riguarda il punto di vista prettamente scolastico, sono sempre stata indirizzata verso le materie scientifiche, grazie anche alle professoresse di matematica e scienze, che mi hanno saputo incantare con le loro spiegazioni chiare e divertenti».
Cosa c'è nel tuo futuro? Università o mondo del lavoro? Qual è il sogno nel cassetto? «Il prossimo anno ho intenzione di frequentare il semestre aperto per poi, si spera, entrare alla facoltà di Medicina e Chirurgia a Torino. Il mio sogno nel cassetto é diventare un’oncologa qui in Italia, perché trovo estremamente gratificante l’idea di diventare la speranza di persone che desiderano continuare a vivere».
C'è qualche ringraziamento speciale che vuoi fare? «Per questo percorso e non solo ringrazio innanzitutto la mia famiglia, che fin da settembre si é ripromessa di fermarmi nel momento in cui fossi stata troppo esaurita, che mi ha supportata e soprattutto sopportata per tutti questi mesi. Devo loro tutto. Poi ovviamente i miei amici, tutti coloro che mi hanno sostenuto e i professori che sono stati talmente disponibili da aiutarmi anche con il programma di quinta, nonostante non fossero tenuti a farlo».
C'è un consiglio che vorresti dare a chi da matricola inizierà a settembre la prima liceo o la prima superiore? «Ai nuovi liceali consiglio di affrontare il percorso scolastico con spensieratezza e con la voglia di imparare - conclude Gaia - non tralasciando le attività extrascolastiche e le connessioni reali con altre persone, che sono state, almeno per me, il motore fondamentale per lo sviluppo della persona che sono ora».













