Galleria fotografica

CALUSO - Il Comune di Caluso cambia rotta sulla gestione dei servizi scolastici. A partire dal prossimo anno, non sarà più possibile rinnovare l’iscrizione a mensa, trasporti, pre e post scuola in caso di morosità. La novità è contenuta nel nuovo regolamento approvato dall’amministrazione, con l’obiettivo di contrastare i debiti accumulati da alcuni utenti e garantire equità nel sistema.

Il meccanismo di controllo sarà preciso e progressivo. Se durante l’anno scolastico un utente accumulerà un saldo negativo equivalente a più di 10 pasti, scatterà un primo avviso con richiesta di saldo entro 15 giorni. In assenza di pagamento, seguirà un secondo sollecito tramite raccomandata, le cui spese saranno a carico del destinatario. Da quel momento, ci saranno altri 15 giorni per regolarizzare la posizione. Se anche questo termine non verrà rispettato, il Comune passerà alle maniere forti: scatterà il recupero forzoso del credito. In altre parole, il debito sarà riscosso attraverso strumenti legali, con possibili ulteriori costi per il debitore.

La stretta nasce dalla necessità di evitare abusi e mantenere il servizio efficiente per tutte le famiglie. Chi non paga, non potrà più accedere o rinnovare l’accesso ai servizi. Una misura che punta a responsabilizzare i genitori e a tutelare chi rispetta le regole.

Sindacati sul piede di guerra: «Apprendiamo che l'amministrazione comunale di Caluso ha modificato il regolamento per l’utilizzo dei servizi scolastici, quali mensa ed il trasporto scolastici: verrebbe negata l’adesione a tali servizi agli alunni delle famiglie morose. Innanzitutto sarebbe utile conoscere se tale decisione sia stata presa distinguendo tra la morosità incolpevole di chi si trova in grave difficoltà economica, anche momentanea, e la morosità di chi invece, in modo consapevole non paga i servizi per i propri figli. Per il sindacato, nel confronto con le amministrazioni locali, il problema della morosità deve essere risolto con strumenti tali da non penalizzare direttamente i bambini: sono i genitori i diretti responsabili e come tali essere chiamati in causa. Quindi riteniamo necessario chiedere un incontro urgente al Comune di Caluso sull’applicazione del nuovo regolamento alla luce del quadro socio economico della città», dicono per Cgil, Cisl e Uil del Canavese, Giovanni Ambrosio, Stanislao Patalani e Luca Cortese.