Gli stranieri in Canavese sono solo il 6,5% della popolazione complessiva ma il territorio, negli ultimi otto anni, ha fatto registare comunque un aumento record. Sono i dati che emergono dalla studio di Confindustria sulle potenzialità del territorio e delle reti di sviluppo del Canavese nello scenario della Città Metropolitana.
 
Secondo i dati la componente straniera della popolazione residente è ancora relativamente contenuta rispetto ad altri territori rappresentando, nel 2014, una quota pari al 6,5%. Nel resto della provincia più di un abitante su dieci (10,3%) ha cittadinanza straniera. Tuttavia, se si considera la dinamica che ha caratterizzato gli ultimi otto anni, è proprio il Canavese a mostrare il maggiore appeal nei confronti della popolazione straniera. Tra il 2007 e il 2014 i cittadini stranieri sono più che raddoppiati (+102%), con un aumento che quindi supera quello del resto della provincia (+96%) e ancor di più quello dell’Italia intera (+67%).
 
Gli stranieri non sono omogeneamente distribuiti nelle sub-aree del Canavese tanto che l’incidenza varia dal 5,3% del ciriacese fino ad una quota paragonabile a quella media del Paese (8,1%) nel Canavese occidentale (Rivarolo, Cuorgnè, Castellamonte). È però l’area subito a nord di Torino (Leini, San Benigno, Volpiano) a far segnare il massimo incremento della popolazione con cittadinanza straniera, +180% tra 2007 e 2014, seguita dal chivassese dove l’aumento è stato del 151%.
 
Osservando il numero di nati, per il Canavese sembra di identificare una immigrazione a caratterizzazione meno ‘familiare’ rispetto alle altre zone contermini in quanto la quota di nati stranieri sul totale delle nascite si ferma al 12,8%, più bassa che altrove e in particolare inferiore a quella registrata per il resto della provincia, dove un nato su cinque è straniero. Se la quota delle nascite di stranieri va crescendo in tutte le aree prese in considerazione, nel Canavese tuttavia lo fa più lentamente. 

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