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CANAVESE - Sulla vicenda Asa la partita sembra avviarsi verso la conclusione. Il milione di euro che dovrà mettere la Regione Piemonte (soldi pubblici s'intende) arriverà solo dopo una Legge che stanzi il contributo. Il passaggio in Consiglio regionale ha soddisfatto i partiti di maggioranza ma con qualche importante distinguo.

«Ringrazio il Presidente Cirio e l’assessore Tronzano. Sono soddisfatta che dal mio question time sul tema Asa si sia arrivati a definire un percorso finalmente chiaro e capace di dare risposte concrete ai comuni del Canavese. Dopo una gestione un po’ confusa di questa partita, l’idea della Legge specifica rappresenta un ottimo punto di svolta, che sono sicura possa dare solidità all’intervento», dichiara in merito il consigliere di Fdi in Consiglio regionale, Paola Antonetto.

Anche la Lega esulta: «Le perdite del bilancio avevano portato all’apertura della procedura di amministrazione straordinaria e alla conseguente richiesta agli enti locali consorziati di somme ripartite sulla base degli ammanchi maturati in oltre 10 anni di attività. L’ammontare sarebbe stato insostenibile per i comuni coinvolti e avrebbe portato al dissesto e a un ipotetico commissariamento degli stessi. Come Lega abbiamo ritenuto di dover riservare un’attenzione particolare a questa situazione che, per motivi tecnici e politici, non poteva essere risolta a mezzo di un emendamento al bilancio e avrebbe potuto costituire un pericoloso precedente. Da qui la nostra proposta, favorevolmente accolta dalla Giunta e dall’Aula, di un Ordine del giorno ad hoc attraverso il quale puntiamo a restituire dignità ai Comuni e ai sindaci del Canavese e a prevedere un’azione legislativa strutturata attraverso lo strumento di un disegno di legge da predisporre immediatamente dopo la conclusione dell’approvazione della legge di bilancio», dice in una nota Fabrizio Ricca, capogruppo Lega in Piemonte.

«Come Lega del Canavese e delle Valli di Lanzo siamo soddisfatti dell'evoluzione del dibattito in Consiglio Regionale sulla questione Asa - aggiunge il deputato della Lega, Alessandro Giglio Vigna - evidentemente reputiamo positivo per le amministrazioni dell'alto Canavese e per i nostri cittadini un intervento da parte di Regione Piemonte. L'ordine del giorno approvato prelude a un DDL, il quale pensiamo essere lo strumento più idoneo. Nel ringraziare i nostri Consiglieri Regionali e il nostro Capogruppo Fabrizio Ricca, chiediamo ovviamente celerità nel proseguo dell'iter».

Meno entusiasta l'europarlamentare di Fratelli d'Italia, Giovanni Crosetto. «Il Consiglio Regionale del Piemonte approva un Ordine del Giorno nel quale si impegna a stanziare 1 milione di euro per contribuire a concludere la vicenda legata al fallimento Asa. E' un fatto sicuramente positivo, che impegna la Giunta a procedere celermente con lo stanziamento. Non passa però inosservato che questo impegno arriva a seguito di 3 giorni segnati dalla scelta, da parte di alcuni membri del centro-destra, di rendere pubblico uno scontro che non si sarebbe mai dovuto verificare, se si fosse tenuto come unico faro l’interesse del territorio che rappresentiamo. Ci ritroviamo a leggere sui giornali che la strada giusta da seguire non era quella della presentazione dell’emendamento alla legge di bilancio, ma quella di una legge speciale dedicata, tramite l’impegno assunto nell’Ordine del Giorno oggi approvato. Peccato che la strada dell’emendamento fosse stata la strada proposta dai massimi dirigenti della Regione Piemonte, che ad occhio dovrebbero intendersi un po’ di più di procedura legislativa dei nostri Consiglieri Regionali».

«La strada dell’Ordine del Giorno e della successiva legge speciale dedicata, che rappresenta un impegno sicuramente positivo, pone però un fattore di rischio. Fattore che non è solo legato alla posticipazione della risoluzione di questa questione risalente al 2008, ma che è soprattutto legato all’accettazione dell’offerta complessiva da parte del Comitato a garanzia dei Creditori. Questo passaggio rappresenta il punto più delicato ed importante di questa questione, passaggio sul quale, grazie al lavoro dei Sindaci e delle amministrazioni comunali, si è arrivati con la miglior proposta possibile nell’interesse dei Comuni interessati e dei creditori coinvolti. Ed è proprio questo passaggio, e cioè l’accettazione dell’offerta complessiva da parte del Comitato a Garanzia dei Creditori, che la Politica avrebbe dovuto tutelare e agevolare il più possibile, tramite la strada più veloce e sicura dell’emendamento alla legge di bilancio, come suggerito dai dirigenti della Regione Piemonte. Purtroppo così non è stato, e la Politica ha deciso di scegliere una strada che comporta un fattore di rischio, prendendosi le sue responsabilità».