CERESOLE REALE - 516 firme contro il «PalaCeresole». Sono state protocollate in municipio dai promotori della petizione per fermare il progetto del nuovo centro d'incontro promosso dall'amministrazione comunale di Ceresole Reale, in località Pian della Balma (nelle foto i rendering del progetto). «Le firme raccolte provengono sia da residenti sia da persone che, pur provenendo da altri territori, hanno eletto Ceresole Reale come proprio “luogo del cuore” - spiegano i promotori della petizione - generazioni di frequentatori hanno scelto questo territorio per vivere e condividere un profondo legame con la natura alpina, tutelata dallo storico Parco Nazionale del Gran Paradiso».
«Dalla documentazione resa pubblica sul sito istituzionale risulta che il progetto preveda la costruzione di una sala per incontri in un’area di particolare valore naturalistico, con conseguente abbattimento di alberi centenari e un impatto significativo su un contesto paesaggistico delicato. Tale scelta risulta, a nostro avviso, non coerente con gli obiettivi di conservazione e valorizzazione ambientale che da sempre contraddistinguono questo territorio». La raccolta firme serve a chiedere al Comune di avviare una revisione del progetto, «valutando attentamente la possibilità di individuare una collocazione alternativa, più idonea e rispettosa dell’ambiente, senza compromettere un’area di così elevato valore ecologico».
«Riteniamo fondamentale limitare il consumo di suolo, uno dei principali fattori di degrado ambientale contemporaneo, e favorire invece il riutilizzo o la riqualificazione di aree già edificate, in linea con le buone pratiche di pianificazione sostenibile adottate in molti territori alpini. A nostro avviso, il Presidente del primo Parco Nazionale italiano non può che farsi promotore della tutela e della salvaguardia del territorio, responsabilità sancita dallo Statuto stesso del Parco del Gran Paradiso. Confidiamo in un dialogo costruttivo e trasparente che consenta di individuare un utilizzo diverso dei fondi disponibili o, qualora ciò non fosse possibile, una diversa localizzazione dell’opera, così da ridurne in modo significativo l’impatto ambientale».






