TORINO E CANAVESE - «Come era prevedibile a Torino come sulle linee extra-urbane, con la riapertura delle scuole si sono verificati assembramenti sui bus nelle ore di punta. A Ivrea come a Pinerolo abbiamo assistito a scene assurde. Ma il problema si è registrato in tutte le province del Piemonte. È probabile che l’impossibilità di rispettare i distanziamenti sui bus abbia favorito il diffondersi del contagio, portando il virus tra le mura domestiche. Con il Decreto “Rilancio” del 7 agosto, il Governo ha messo a disposizione del trasporto pubblico locale (TPL) 700 milioni per il 2020, di cui 400 milioni per le Regioni e 300 milioni per i Comuni, al fine di garantire il diritto alla mobilità. Non servono polemiche tra Governo e Regione sull’uso di queste risorse. Ognuno deve fare la sua parte. Pertanto, abbiamo presentato un’Interpellanza per sapere come la Regione Piemonte intende affrontare l’emergenza trasporti, e perché non si sia fatto come in altre Regioni dove si sono attivati servizi aggiuntivi sul TPL attenuando i disagi per studenti e lavoratori, anticipando risorse la cui copertura finanziaria è garantita dal decreto di agosto»: così dichiarano il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Raffaele Gallo e il Consigliere regionale Alberto Avetta.

«A giugno e luglio avevamo lanciato l’allarme in Commissione e in Aula: massima attenzione all’appuntamento di settembre con la riapertura delle scuole. E puntualmente le nostre previsioni hanno colto nel segno. È mancata la necessaria programmazione da parte della Regione, che avrebbe dovuto coordinare meglio la gestione del trasporto scolastico tenendo conto delle esigenze degli istituti scolastici. Altre Regioni, senza fare polemica e forti della copertura del DPCM di agosto, hanno stanziato milioni di euro per mantenere e potenziare i servizi di TPL. La Toscana, per esempio, impiega 170 bus turistici in più ogni giorno. Se avessimo fatto come loro, avremmo evitato molti dei disagi subiti da studenti e lavoratori. In Piemonte invece abbiamo preferito attendere la chiusura delle scuole per risolvere l’affollamento sui bus».

Pronta la risposta della Lega: «La gestione della pandemia da parte del governo Conte è un grande castello di bugie - denuncia il capogruppo Alberto Preioni - grazie all’allarme lanciato dalle Regioni del nord a trazione Lega, scopriamo infatti che da Roma non è arrivato un centesimo dei fondi promessi per il potenziamento del trasporto pubblico locale. Il resto è solo un vergognoso scaricabarile nei confronti delle amministrazioni regionali che, da sole, hanno dovuto far fronte a un problema irrisolvibile senza risorse statali. E così, mentre cerca di frenare il diffondersi del Covid con metodi empirici che non hanno alcuna certezza di successo se non quella di uccidere migliaia di attività e di lasciare sul lastrico centinaia di migliaia di lavoratori, Conte permetteva che i nostri mezzi pubblici si trasformassero in carri bestiame con un aumento esponenziale dei contagi tra i passeggeri».

Commenta il presidente della commissione Trasporti del consiglio regionale, il leghista Mauro Fava: «Fate vedere i documenti ai piemontesi del trasferimento fondi verso la nostra Regione. Impossibile, visto che non hanno ancora approvato il decreto attuativo per il riparto dell’anticipazione dei 150 milioni dei 300 stanziati».

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