VALLE SOANA - Mentre il Canavese boccheggia in questa torrida estate e gli agricoltori e produttori fanno sentire la loro voce preoccupata per l'evidente crisi idrica, i campi arsi dal sole e le colture danneggiate dalla Popilia Japonica, torna di prepotente attualità il progetto dell’invaso artificiale nel territorio della Valle Soana.
A rilanciare l'idea di realizzare una diga tra Pont Canavese e Ingria per utilizzare l'acqua del torrente Soana con l'obiettivo di migliorare il sistema di invasi esistente nel bacino dell’Orco è stato il presidente dell'Unione Montana Valli Orco e Soana, Marco Bonatto. Il primo cittadino di Frassinetto ha messo mano alla tastiera del pc e scritto una lettera ad hoc indirizzata, in primis, al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ai ministri del governo Meloni, Matteo Salvini e Gilberto Pichetto Frattin, al direttore generale Direzione Generale per le Dighe e le Infrastrutture Idriche, Angelica Catalano e all'onorevole canavesano, Alessandro Giglio Vigna.
«E' un momento particolarmente delicato, caratterizzato da una crescente emergenza legata alla siccità e dalla massima attenzione verso la gestione della risorsa idrica - scrive Marco Bonatto - Nonostante l'inverno abbia regalato abbondanti nevicate, già dalla prima settimana dell'estate il nostro territorio si trova ad affrontare gravi criticità dovute alla carenza di risorse idriche. Una situazione che conferma come le precipitazioni invernali, pur importanti, non siano più sufficienti a garantire un approvvigionamento adeguato durante i mesi estivi. Si tratta di una problematica che interessa direttamente le comunità territoriali toccate all’interno del comparto ambiti omogenei 8-9-10 di Città Metropolitana, le attività agricole e, più in generale, la qualità di vita di cittadini ed imprese, rendendo sempre più urgente la realizzazione di interventi strutturali e di una programmazione condivisa per la tutela e la gestione della risorsa acqua».
Come evidenziato da uno studio di prefattibilità realizzato dall'Unione Montana Valli Orco e Soana, il serbatoio ad uso plurimo, alto 145 metri e con una capacità sino a 35 milioni di metri cubi, avrebbe un'ampia valenza per il territorio canavesano grazie all’utilizzo irriguo, idropotabile, irriguo e idroelettrico, nonché per la laminazione delle piene e il servizio antincendio, senza trascurare il potenziale positivo contributo allo sviluppo del settore turistico. Favorevoli risulterebbero inoltre gli effetti per una più efficiente gestione multi-obiettivo delle risorse idriche nell’intero bacino territoriale Orco-Soana.













